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Rembrandt Harmensz. van Rijn (1606 Leida - Amsterdam 1669), Cristo che guarisce i malati (“La stampa dei cento fiorini”). Acquaforte, incisione e puntasecca, su carta vergata, filigrana «Giglio di Strasburgo» con iniziali 4 WR (Hinterding, variante A-c-b) e contromarca IHS (Hinterding, variante A.-b.). (1648 circa). 28,6 x 40,4 cm (foglio). Bartsch 74; White/Boon 74 II; Hinterding/Rutgers (The New Hollstein) 239 II (di IV, II D). Provenienza: Timbro «OS» di un collezionista non identificato sul retro (non presente in Lugt); Collezione privata, Danimarca. Ottima stampa d’epoca, ricca di atmosfera, di questa importante opera, secondo stato (di quattro), precedente alla rielaborazione del capitano Baillie, stampata con ricchi contrasti, lo sfondo leggermente sovrastampato, con margini di 2–3 mm oltre il segno della lastra. Incisa intorno al 1648, *Cristo che guarisce i malati*, universalmente nota come *Stampa dei cento fiorini*, si annovera tra i capolavori supremi dell’opera grafica di Rembrandt e godette di eccezionale successo già durante la vita dell’artista. Il suo celebre titolo deriva dall’aneddoto secondo cui Rembrandt avrebbe scambiato una stampa di quest’opera con un portfolio di incisioni di Marcantonio Raimondi del valore di cento fiorini. Oggi sono note solo nove stampe del primissimo stato, estremamente raro, tutte stampate su carta giapponese. A seguito di alcune lievi modifiche alla lastra, la seconda versione fu stampata su carta vergata. Si ritiene generalmente che le stampe recanti la filigrana del giglio di Strasburgo siano state realizzate tra il 1650 e il 1655, poiché la stessa filigrana compare anche sulle prime stampe di diverse altre incisioni di Rembrandt realizzate in quel periodo. A differenza di numerose lastre di rame di Rembrandt entrate in seguito nella collezione Basan, la lastra per la «Stampa dei cento fiorini» ha seguito un percorso diverso dopo la morte dell’artista. Rimase per un certo periodo in possesso dell’editore Clément de Jonge prima di essere portata in Inghilterra da Greenwood dopo il 1760. Nel 1775 era entrata a far parte della collezione del capitano William Baillie, il quale rielaborò ampiamente la lastra e alla fine la tagliò in diverse sezioni separate. – Il foglio presenta lievi macchie dovute al tempo; sul retro sono presenti macchie marroni sparse. Una piega verticale centrale appianata. Vecchi residui di adesivo negli angoli superiori; l’angolo superiore sinistro e entrambi gli angoli inferiori sono stati riparati. Una minuscola lacerazione chiusa nel margine sinistro e un’ulteriore lacerazione di 2 mm nel margine destro. Sul retro sono visibili tracce di un precedente montaggio lungo i bordi del foglio. Per il resto in buone condizioni. Tassazione: tassazione differenziata (IVA: regime del margine).
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