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Karl & Faber

162 - Johann Adam Klein (1792 Norimberga - Monaco di Baviera 1875), Cavalleria sotto un cielo nuvoloso.

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Johann Adam Klein (1792 Norimberga - Monaco di Baviera 1875), Cavalleria sotto un cielo nuvoloso. Acquerello e penna nera su disegno a matita su carta velina. Circa 25 x 32 cm. Monogramma in basso a destra. Nel 1811 Johann Adam Klein era giunto all’Accademia di Vienna grazie a una raccomandazione del mercante d’arte di Norimberga Johann Friedrich Frauenholz; lì studiò con grande impegno, ma il suo vero interesse era rivolto al vivace viavai della città: «Mi interessava molto il vivace viavai nelle piazze principali e nei mercati di Vienna e i vari pittoreschi costumi nazionali di ungheresi, polacchi, valacchi e austriaci, insieme ai loro carri», scrive Klein nel 1833 nella sua autobiografia. Riempiva incessantemente il suo quaderno di studi con schizzi e disegni di tali scene pittoresche, tra cui figuravano anche le coloratissime parate militari e i bivacchi delle varie truppe presenti a Vienna nel 1813 e nel 1814. A Vienna Klein divenne un cronista delle truppe coinvolte nelle guerre di liberazione, ma non descriveva le battaglie, bensì l’aspetto dai colori sgargianti delle loro diverse uniformi – un’attività che proseguì in parte, dopo il suo ritorno a Norimberga nel 1815, insieme al suo amico Johann Christoph Erhard. Nell’ottobre del 1815 disegnarono insieme gli ulani russi accampati in bivacco, che avevano interrotto la loro ritirata a causa del ritorno di Napoleone dall’Elba, e altre truppe della coalizione antinapoleonica di passaggio a Norimberga. A tali studi accuratamente osservati si ricollega anche il nostro acquerello incompiuto, che trae il suo fascino particolare dalla giustapposizione tra l’accurato disegno a penna e l’acquerello dal colore finemente sfumato del cielo, che si è steso scuro sulle truppe. Imponenti e minacciose, gravose e opprimenti, le propaggini delle nuvole temporalesche si allontanano; a destra il cielo si sta già schiarendo, lasciando intravedere l’azzurro del cielo. Alla drammaticità dello spettacolo celeste fanno da contrappunto i cavalieri, osservati con precisione nelle loro uniformi: i corazzieri austriaci – rilassati, indifferenti al temporale in allontanamento che incombe ancora minacciosamente su di loro, osservano le loro truppe in marcia sullo sfondo della sagoma di un paesaggio collinare, abbozzata con leggerezza e accennata solo a matita. La coesistenza di ciò che è compiuto e di ciò che è incompiuto è diventata, nell’arte paesaggistica romantica, un principio compositivo dell’esperienza artistica, in cui il frammento di natura corrispondeva alla visione del mondo romantica. Questo «principio dell’incompiuto» (Reinhard Wegner) può tuttavia essere applicato solo in misura limitata al nostro acquerello, poiché la coesistenza di elementi completati e incompiuti non era originariamente prevista: mentre Klein ha completato il cielo tempestoso, il paesaggio e i corazzieri, accuratamente delineati a penna e tra i quali si sono mescolati alcuni civili, sono rimasti incompiuti – avrebbero dovuto essere colorati ad acquerello, come il paesaggio circostante, cosa che per ragioni sconosciute non è avvenuta. Sebbene la coesistenza di elementi completati e incompiuti risulti estremamente affascinante agli occhi odierni, educati dal modernismo, in origine non era affatto intenzionale. Oggi, tuttavia, l’acquerello incompiuto ci offre uno sguardo sul processo creativo di Klein, ben calcolato: Con un abbozzo a matita piuttosto libero, Klein ha dapprima delineato la sagoma del paesaggio e le truppe in marcia davanti ad esso – queste sono ancora visibili nei punti in cui non sono nascoste dai corazzieri e dai civili che li affiancano. Il gruppo non deriva da uno studio dal vero, ma è stato composto solo in studio, probabilmente sulla base di studi singoli realizzati in precedenza dal vero. In una seconda fase, Klein ha poi dipinto il cielo temporalesco carico di drammaticità, tralasciando le loro teste e la parte superiore del busto, cosa che tuttavia non ha portato avanti in modo coerente, poiché verso il margine destro si verificano sovrapposizioni nei pressi dei due corazzieri e della figura di spalle con il cappello, e dove egli non ha più proseguito la rappresentazione del cielo – forse queste figure non corrispondevano più al suo concetto pittorico originario, motivo per cui ha rinunciato a un ulteriore completamento. L’acquerello era particolarmente adatto alla «fissazione di ciò che viene percepito nel momento stesso della percezione» (Peter Märker), soprattutto per fenomeni fugaci come la drammaticità di un cielo temporalesco che si allontana. Sembra ancora esprimere la minaccia onnipresente rappresentata dalle numerose truppe che all’epoca si trovavano alle porte di Norimberga, ma sembra che la pace stia per arrivare – il cielo blu si apre come incarnazione di questa speranza. Nel complesso, infatti, Klein raffigura una scena pacifica in cui militari e civili si incontrano. I corazzieri sulla destra stanno conversando con un signore a cavallo; alla loro sinistra, un fante, probabilmente ungherese, si rivolge a un altro corazziero, mentre davanti a loro una madre con il suo

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Asta 347 | Maestri antichi e arte del XIX secolo
jeudi 12 novembre
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