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Una raccolta di documenti, corrispondenza e fotografie relative al granduca Nikolaj Nikolajevič (1856-1929), risalenti al periodo 1924-1929, che ripercorrono la sua vita in esilio nel sud della Francia e il suo ruolo di primo piano all’interno della comunità degli esuli russi Una raccolta di documenti, corrispondenza e fotografie relative al granduca Nikolaj Nikolaevič (1856 - 1929), risalenti al periodo 1924-1929, che documentano la sua vita in esilio nel sud della Francia e il suo ruolo di primo piano all’interno della comunità degli esuli russi Comprende telegrammi relativi al suo trasferimento nel sud della Francia, documenti contabili, assegni e un libretto degli assegni recante la corona imperiale, relativi a prestiti e donazioni concessi al Granduca, nonché un ritratto litografico a figura intera del Granduca in uniforme militare nel ruolo di Comandante Supremo dell’Esercito Imperiale Russo durante la Prima Guerra Mondiale. Materiale fotografico composto da stampe originali e riproduzioni, tra cui ritratti del Granduca in uniforme militare, a cavallo, a Choigny, con l’imperatore Nicola II e all’inaugurazione del monumento ai soldati russi a Valenciennes. La corrispondenza comprende sedici lettere indirizzate al Granduca, diverse delle quali recanti francobolli croati e slovacchi, lettere di Anastasia Nikolaevna accompagnate da una sua fotografia e scambi epistolari con l’imperatrice Maria Feodorovna, appelli e saluti firmati dal Granduca rivolti al popolo russo in russo, francese e inglese, pubblicati in occasione del Natale, Capodanno e Pasqua, volte a infondere speranza, patriottismo e fiducia nel futuro della Russia. È inclusa anche una copia della sua lettera al presidente degli Stati Uniti Calvin Coolidge, datata 30 marzo 1925, in cui condanna l’oppressione del regime sovietico. Oltre a lettere di sostenitori del movimento bianco e di lavoratori ferroviari in Russia, che vedevano nel Granduca un potenziale salvatore della Russia imperiale e si rivolgevano a lui per ottenere assistenza finanziaria e guida nella lotta contro il regime bolscevico. Lingue: francese, russo e inglese. formati vari Note a piè di pagina: Provenienza Collezione privata, Francia Il granduca Nicola Nikolaevič di Russia (1856-1929) fu una delle figure militari di spicco del tardo Impero russo e uno dei principali esponenti della dinastia dei Romanov durante la prima guerra mondiale e la Rivoluzione russa. Era il figlio maggiore del granduca Nicola Nikolaevič il Vecchio e della granduchessa Alexandra Petrovna di Oldenburg, il che lo rendeva nipote dell’imperatore Nicola I e cugino di primo grado dello zar Nicola II. Il Granduca fu educato fin da giovane per intraprendere la carriera militare; Nicola si laureò all’Accademia Nikolaev dello Stato Maggiore Generale e prestò servizio nella guerra russo-turca del 1877-1878. In seguito fu nominato ispettore generale della cavalleria e contribuì alla modernizzazione dell’esercito imperiale russo, diventando uno degli ufficiali di alto rango più rispettati della Russia. Nicola sposò la principessa Anastasia del Montenegro nel 1907, ma la coppia non ebbe figli. Nel 1914 lo zar Nicola II lo nominò comandante in capo delle forze armate russe durante la prima guerra mondiale. Dopo alcune iniziali difficoltà militari, nel 1915 fu riassegnato al comando delle forze russe nel Caucaso, dove guidò con successo l’esercito contro l’Impero ottomano. Durante la Rivoluzione di febbraio del 1917, Nicola fu brevemente rinominato Comandante Supremo dallo zar; tuttavia, il Governo Provvisorio annullò la nomina quasi immediatamente. In seguito alla Rivoluzione bolscevica, lui e sua moglie vissero agli arresti domiciliari in Crimea, da dove fuggirono in Europa, stabilendosi infine in esilio in Francia. Nel 1922, le forze antibolsceviche dell’Estremo Oriente russo lo proclamarono Imperatore di tutti i russi, ma Nicola non accettò pubblicamente il titolo né esercitò alcuna autorità, e il movimento crollò ben presto. Dopo essere fuggito dalla Russia nel 1919, il granduca Nicola Nikolaevič si stabilì con la moglie al Château de Choigny, nei pressi di Parigi. Lì il granduca Nicola Nikolaevič divenne una delle figure di spicco del movimento degli emigrati «bianchi», poiché molti esiliati russi lo consideravano il leader ideale in grado di unire la causa antibolscevica e, alla fine, di riportare la Russia al prestigio militare di un tempo, godendo di ampio rispetto da parte del popolo. A differenza dello zar Nicola II, che incarnava il crollo dell’impero, Nicola Nikolaevič era considerato una figura patriottica e onorevole che si manteneva al di sopra delle divisioni politiche. Inoltre, la sua nomina nel 1924 a capo dell’Unione Militare Russa (ROVS), la più grande organizzazione di ex ufficiali bianchi in esilio, rafforzò ulteriormente la sua immagine, poiché l’organizzazione riuscì a compiere diversi attacchi terroristici nell’Unione Sovietica. Per molti emigrati «Bianchi», il Granduca incarnava la speranza che il dominio bolscevico fosse temporaneo e che una Russia restaurata – ortodossa, nazionale e anticomunista – avrebbe un giorno avuto bisogno di un leader unificatore capace di «salvare» la nazione. Durante l’esilio in Francia, il Granduca non solo aveva seguaci ideologici tra i veterani dell’esercito di Wrangel, che formarono il movimento di Gallipoli
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