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Basso rilievo in lapislazzuli raffigurante la Poesia e la Musica Ispirato a un basso rilievo in marmo di Jean Rousselet (1656 - 1693) del 1686 raffigurante la Poesia e la Musica che celebrano la gloria del re Luigi XIV Italia o Francia, fine del XVII-XVIII secolo Lapislazzuli scolpito raffigurante la Poesia e la Musica Ispirato a un bassorilievo in marmo di Jean Rousselet (1656-1693), datato 1686, raffigurante la Poesia e la Musica che celebrano la gloria del re Luigi XIV Italia o Francia, fine del XVII-XVIII secolo Montato su una targa di ardesia; incorniciato in una cornice in legno dorato di epoca successiva. Dimensioni della targa: 20 cm di altezza, 15 cm di larghezza Con cornice: 44,5 cm di altezza, 38 cm di larghezza Note: Il bassorilievo qui presentato è ispirato all’opera realizzata dallo scultore Jean Rousselet nel 1686 per l’Académie royale de Peinture et de Sculpture, oggi conservata al Louvre (inv. MR 2764, N 15415). Lo scultore ha tuttavia adattato alcuni elementi della composizione originale, in particolare sostituendo il ritratto del re con un vaso decorativo posto su una colonna. Considerato un materiale eccezionalmente prezioso e raro, il lapislazzuli è una pietra le cui principali fonti storiche si trovano nelle montagne del Badakhshan, nell’Afghanistan nord-orientale, dove viene estratto fin dall’antichità. Trasportato in Europa lungo lontane rotte commerciali, divenne molto apprezzato a partire dal Rinascimento per il suo blu intenso e luminoso, nonché per le inclusioni dorate di pirite che possono essere presenti al suo interno. Una volta ridotto in polvere, il lapislazzuli produceva il prezioso pigmento blu oltremare naturale, uno dei pigmenti più costosi utilizzati nella pittura europea; come pietra, veniva impiegato per la creazione di oggetti di lusso, vasi, armadietti, tavoli, gioielli e rilievi. A partire dal XVI secolo, e in particolare sotto i Medici a Firenze e successivamente alla corte di Luigi XIV, il lapislazzuli divenne uno dei materiali preferiti per la lavorazione della pietra dura, associato al prestigio, alla magnificenza e al fascino che le corti europee nutrivano per i materiali più rari e preziosi. Il cardinale Mazarin, come Richelieu prima di lui, fu un grande mecenate e collezionista di pietre dure. Luigi XIV proseguì questa tradizione e, nel 1668, fece venire a Parigi alcuni lapidari fiorentini per lavorare ai Gobelins e formare gli artigiani francesi. Bibliografia comparativa Carpentier-Vanhaverbeke, Valérie; Scherf, Guilhem, Sculpteurs du roi. Les morceaux de réception à l'Académie royale de peinture et de sculpture (1657-1791), Sculpteurs du roi. I lavori di ammissione all’Accademia Reale di Pittura e Scultura (1657-1791), Mare et Martin, ottobre 2025, pp. 200-203, p. 201 (riproduzione), cat. 37. Le gemme della Corona, catalogo della mostra, Parigi, Museo del Louvre, 27 aprile-23 luglio 2001, Parigi, RMN, 2001/ S. Casteluccio, I mobili in pietra dura di Luigi XIV e l’atelier dei Gobelins, Digione, ed. Faton, 2007. Per ulteriori informazioni su questo lotto, visitate il sito Bonhams.com
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