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Dorostamos Athanasius: Nieuwste Beschryving van de Grieksche Christenen in Turkyen.. del signor Athanasius Dorostamus, archimandrita del Patriarca di Costantinopoli. Leida, 1743 Prima edizione in olandese. In 8vo, rilegatura coeva interamente in pergamena leggermente sporca, titolo manoscritto sul dorso, testo pulito e brillante, testo completo [28], 395 p., [60], nel complesso in ottime condizioni. Uno dei primi libri che promosse il filellenismo nei Paesi Bassi. Αθανάσιος Δορόσταμος (Athanasius Dorostamus, ca. 1690-1750) era nato a Patrasso e aveva ricevuto la formazione di base dell’epoca per diventare sacerdote della Chiesa ortodossa durante il dominio veneziano in Morea all’inizio del XVIII secolo. Divenne diacono a Patrasso e in gioventù si recò a Damietta, in Egitto, per poi visitare il monastero del Sinai e Gerusalemme. Nel 1715, durante la riconquista del Peloponneso da parte dei turchi, un giannizzero lo fece prigioniero a Nauplia, ma riuscì infine a fuggire a Smirne e da lì a Costantinopoli, dove entrò a far parte degli ambienti patriarcali. In seguito fu inviato come emissario patriarcale dal patriarca Jeremias (1716-1726) in Moldavia, dove soggiornò a Braila e visitò le comunità greche ancora fiorenti in Crimea, dove negoziò la liberazione di diversi schiavi ortodossi russi dalle incursioni dei tartari. In Moldavia divenne archimandrita e viaggiò ampiamente nei Balcani durante gli anni Venti del Settecento per appianare le divergenze tra i vescovi cristiani. Aveva visitato Seres, Didimoticho e diversi altri luoghi in Macedonia e in Tracia. Tutti questi viaggi sono descritti nel suo resoconto.Con il cambio di patriarca nel 1726 perse la sua influenza e si ritirò sul Monte Athos, dove trascorse diversi anni. Essendo stato in passato un instancabile viaggiatore, ben presto ricominciò a visitare le comunità greche nel Levante e all’estero per raccogliere fondi (ζητείες), principalmente per l’acquisto di greci ridotti in schiavitù dai turchi. Nel 1735, questa attività lo portò a Berlino, dove strinse amicizia con Jacob Elssner (1692-1750), teologo tedesco e consigliere del re di Prussia, il quale lo convinse a redigere un resoconto dettagliato sulla situazione dei cristiani greci nel Levante ottomano. Si tratta di una testimonianza estremamente preziosa, redatta da una persona che ha viaggiato nel Levante per oltre 20 anni, conosceva perfettamente la condizione dei greci dell’epoca – essendo egli stesso greco – e possedeva la cultura necessaria per valutarla. Una parte significativa del libro tratta del trattamento riservato ai cristiani greci da parte dei turchi, concentrandosi sull’usanza di ridurre i cristiani in schiavitù e sulle dure condizioni che dovevano affrontare. Il resoconto fu pubblicato per la prima volta a Berlino da Elssner in tedesco; l’originale greco non è giunto fino a noi. Si tratta di un eccellente resoconto di viaggio sui greci nel Levante del XVIII secolo scritto da un greco. Estremamente raro. Riferimenti: Blackmer 546, non presente in Atabey
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