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Georgeviz B.: De Turcarum Moribus libellus in quo de corum Templis, Quadragesima,…. Monachis, Scholis, Militia, Oeconomia... Helmestad, 1671 Prima edizione in formato in-4. Le edizioni precedenti erano in formato molto piccolo. Copertina in carta rigida coeva rifilata, 80 pagine, completo, testo pulito e chiaro, in ottime condizioni. Bartolomeus Georgievitz (1506-1560) era stato fatto prigioniero dagli Ottomani nella battaglia di Mohács. Rimase, come schiavo, nel Levante per quasi 13 anni e imparò molto bene la struttura della società ottomana, l’amministrazione, l’economia e l’esercito. A differenza dei diplomatici o degli studiosi, Georgievitz scrisse partendo dal basso. Fuggì dalla schiavitù sette volte prima di raggiungere finalmente l’Europa; nel 1537 visitò Gerusalemme e lì fuggì ancora una volta, attraversò l’Anatolia e giunse in Europa l’anno successivo. Una descrizione straziante della vita dei prigionieri cristiani, compresi il lavoro fisico, il Devshirme, la tassa di sangue e la pressione psicologica a convertirsi all’Islam. Il libro è famoso per includere la Profezia della Mela Rossa (la Kizil Elma), una leggenda turca secondo cui l’Impero Ottomano sarebbe stato alla fine conquistato da una spada cristiana. Si trattava di una delle primissime leggende turche. Il suo racconto è una delle migliori fonti sul Levante del XVI secolo. Egli descrisse il Levante in modo molto accurato, ma il libro è anche diffamatorio nei confronti dei turchi. Raro. Atabey 488 (per un’edizione precedente in formato ridotto), non presente in Blackmer
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