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[ΜΙΧΑΗΛ ΤΟΥ ΣΥΡΟΥ ] Michele il Siriano: [ΧΡΟΝΙΚΟ] Cronaca di Michele il Grande, Patriarca dei giacobiti siriani, tradotta per la prima volta dalla versione armena di Ischok. Venezia, Tipografia di San Lazzaro, [1868] Prima edizione di qualsiasi parte della Cronaca di Michele il Siriano (1130-1199), una fonte storica fondamentale sul Levante durante l’XI e il XII secolo. Folio piccolo. Rilegatura in tela veneziana coeva su tavole. Condizioni interne ottime: alcune macchioline molto lievi e sparse, principalmente sul frontespizio e sull’ultima pagina; testo pulito e ben leggibile in tutte le pagine. Completo: 378 pp. Nel complesso, un esemplare in ottime condizioni. L’autografo del Chronicon è andato perduto. Questa prima edizione si basava sulla versione armena redatta nel 1248 dal sacerdote assiro Ishok, giunta in Europa e pubblicata nel 1868 da Victor Langlois. All’inizio del XX secolo fu scoperta in Siria un’altra versione, in siriaco originale, sebbene proveniente da un manoscritto molto più tardo, del XVI secolo. Le due versioni differiscono sotto diversi aspetti. La Cronaca fu tradotta anche in arabo (in forma manoscritta) nel XVIII secolo, quando il siriaco stava scomparendo. L’opera di Michele è di gran lunga la narrazione più completa degli eventi avvenuti nell’Asia Minore orientale e nella Siria settentrionale, dal primo arrivo dei turchi in Anatolia all’inizio dell’XI secolo fino alla fine del XII secolo. Nato a Melitini (Anatolia orientale) quando il dominio bizantino era ancora recente e il controllo dei crociati era forte, Michele fu testimone diretto di eventi chiave, tra cui la caduta di Edessa nel 1144 e il suo saccheggio da parte dei turchi. La sua storia fornisce resoconti dettagliati della situazione politica, della tesa convivenza tra greci, armeni e siriani all’arrivo dei turchi, della devastazione causata dalle loro invasioni, dell’arrivo e del dominio dei crociati e del parziale ripristino dell’autorità bizantina tra gli anni 1150 e 1170. In qualità di patriarca della Chiesa giacobita siriana, Michele si mostrò spesso ostile al potere bizantino e alla sua promozione dell’ortodossia greca. Eppure la sua ampia cronaca riporta innumerevoli eventi assenti da altre fonti: fenomeni naturali, osservazioni culturali e geografiche, monumenti ormai perduti e ritratti dettagliati di una società sottoposta a un’immensa pressione sia dalle invasioni turche che da quelle crociate. Nelle sezioni finali, la compassione e la sensibilità emergono man mano che la guerra e la violenza diventano la norma nella sua patria. Un’edizione molto rara, assente da tutte le principali collezioni della regione, una pietra miliare della storiografia medievale.
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