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Felipe Moratilla Parreto (Madrid 1827-1908-9) "Marquesa de Martinez-Campos Busto in marmo scolpito. Firmato «F. Moratilla» Raffigura una signora anziana che indossa una mantiglia fissata con una rosa e un medaglione al collo, con il profilo di un gentiluomo con il pizzetto. Posa su un piedistallo con grandi iniziali MC in rilievo, sormontate da una corona ducale e da rami di edera che avvolgono il piedistallo. Sembra trattarsi di un’allegoria della vedovanza della donna: la mantiglia è segno di lutto, il medaglione al collo rappresenta forse il marito defunto, la rosa simboleggia l’amore e l’edera incarna la fedeltà, l’eternità e un legame indissolubile. L’identità della donna raffigurata è sconosciuta, nonostante alcuni indizi suggeriscano che si trattasse di una vedova con le iniziali MC e il titolo di duchessa. Si potrebbe ipotizzare che si tratti di una scultura della regina Maria Cristina di Borbone dopo che, nel 1873, rimase vedova del suo secondo marito. Sebbene la scultura non presenti alcuna somiglianza con i ritratti o le fotografie di lei giunti fino a noi, le iniziali sproporzionate alludono a una figura importante, e la corona da duchessa non sarebbe insolita, poiché in esilio Maria Cristina si identificava sempre come duchessa di Riansares, un titolo che le garantiva maggiore libertà di movimento, soprattutto negli affari. La mancanza di documentazione su quest’opera non sorprende, come sottolinea Leticia Azcue, poiché Moratilla non è stato adeguatamente valorizzato né studiato, e la bibliografia a lui dedicata è pressoché inesistente. Felipe Moratilla era figlio di Francisco Moratilla, il famoso argentiere e gioielliere della regina Isabella II. Si formò presso l’Accademia Reale di Belle Arti di San Fernando e, intorno al 1848, ottenne una borsa di studio per studiare a Roma, soggiorno che riuscì a prolungare a partire dal 1856 grazie a una sovvenzione ufficiale del governo. Visse a Roma praticamente per tutta la vita, dove aveva uno studio in Via Margutta, la via più importante per gli artisti, ma si recava spesso a Madrid. Ricevette numerosi premi e riconoscimenti, e il Museo del Prado conserva alcune delle sue opere. Anche le spettacolari sfingi che fiancheggiano l’ingresso del Museo Archeologico Nazionale di Madrid sono opera sua. Nel 1874 fu nominato membro dell’Accademia Reale di Belle Arti di San Fernando a Roma e, nel 1899, fece parte della commissione incaricata di selezionare le opere degli scultori spagnoli per l’Esposizione Universale di Parigi. Nell’ultimo quarto del XIX secolo fu lo scultore più in vista d’Italia, ricevendo numerose commissioni e realizzando opere per le mostre romane. Nel 1861, la regina Maria Cristina di Borbone, già in esilio, lo aiutò finanziariamente – poiché Moratilla aveva tre figli – assumendolo per eseguire lavori nel palazzo che aveva acquistato per sua figlia Milagros, marchesa di Castillejo, sposata con il principe italiano Filippo Massimiliano del Drago, nei pressi della chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane. Successivamente, nel 1866, gli commissionò la realizzazione del monumento funebre per tre dei suoi figli, situato nel cimitero francese di Rueil-Malmaison, vicino al Castello di Malmaison, che aveva acquistato insieme al marito morganatico, Agustín Muñoz, duca di Riansares, dopo il loro esilio nel 1840. Altezza: 77 cm Bibliografia: Carlos Reyero, «La scultura dell’eclettismo in Spagna. Cosmopoliti tra Roma e Parigi 1850-1900. Collana di studi, Edizioni UAM; María Soto, «L’Accademia di Spagna a Roma e il rinnovamento scultoreo spagnolo (1873-1900)»; Leticia Azcue, «La scultura spagnola a cavallo del secolo e alcuni dei suoi protagonisti nel Museo del Prado: Felipe Moratilla e Agapito Vallmitjana»; José Luís Mendieras Gimeno, IES «Prado Mayr», Totana, Murcia, «L’opera a Roma dello scultore Felipe Moratilla», XV Congresso Nazionale di Storia dell’Arte (CEHA) «Modelli, scambi e ricezione artistica (dalle rotte marittime alla navigazione in rete)», Palma, ottobre 2004.
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