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20 figure e leggio della “Banda delle scimmie” Meissen, XX secolo Altezza: 12,5/16 cm Direttore d’orchestra con leggio (il leggio è di seconda scelta), 2 violinisti (1 con l’archetto), 2 cantanti, arpista, 3 cornisti, 1 flautista, suonatore di tamburello e percussionista, fagottista, 2 liutisti (di cui 1 di seconda scelta e con la leva minimamente conservata), violoncellista, trombettista, suonatore di spinetta su scimmia, scimmia con tamburo e flauto (bacchetta restaurata), oboista (oboe danneggiato). Marchi a forma di spada blu sotto smalto (per lo più di prima scelta, vedi sopra), numeri di modello, marchi di pressatura. Dipinti a policromia. Collezione privata della Renania Settentrionale-Vestfalia Singerie – Riflesso della società di corte del XVIII secolo Le figure di scimmie, vestite con elaborati abiti in stile rococò, parodiano in forma estremamente esagerata l’alta società e le sue maniere affettate. Secondo la tradizione storica, sarebbero inoltre una caricatura specifica della cappella del conte Brühl. Le scimmie maschi assumono qui il ruolo di musicisti, mentre quelle femmine sono raffigurate come cantanti. La data esatta di creazione della banda non è ancora stata accertata con precisione. Tuttavia, sulla base dei numeri di serie e dell’acquisto di 19 di queste figure da parte di Madame de Pompadour, è possibile farne risalire la creazione all’anno 1753. Probabilmente create da Johann Joachim Kaendler e rielaborate nel 1765/66 con la collaborazione di Peter Reinicke, queste scimmie sono considerate il «classico più bizzarro del barocco di Meissen» (www.meissen.com). A metà del XVIII secolo, analogamente alle chinoiserie, godevano di grande popolarità le raffigurazioni di scimmie che assumevano in modo parodistico tratti umani. Si può supporre che, tra gli altri, i dipinti murali di Christophe Hüet nel cosiddetto «Gabinetto delle scimmie» del castello di Chantilly possano essere considerati un modello per la cappella di Meissen. Un altro modello francese potrebbe essere una cappella delle scimmie della manifattura di Mennecy degli anni ’40. Allo stesso modo, una cappella in alabastro di Venezia, realizzata intorno al 1745 e conservata al Metropolitan Museum di New York, ricorda fortemente la cappella di Kaendler. Questo genere delle cosiddette «singerie» (dal francese «singe» = scimmia) non è stato realizzato solo in porcellana, ma si ritrova anche in affreschi, soffitti e tappeti.
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