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Willi Baumeister, Figure arcaiche astratte, grande disegno del 1948 Friedrich Wilhelm Baumeister, 1889 – Stoccarda – 1955, pittore, grafico, scenografo, tipografo, teorico dell’arte, autore e docente universitario tedesco; qui: forme lineari arcaiche con elementi figurativi, che stilisticamente ricordano fortemente il ciclo di Gilgamesh di Baumeister, matita di carbone con frottage parziale (tecnica di sfregamento), su carta color crema, 30 x 46 cm, firmato e datato in basso a sinistra 48, in passato montata su passe-partout, provenienza: da un’antica collezione privata della Germania meridionale Sull’artista: L’anno 1948 segna una delle fasi più produttive e innovative nell’opera di Willi Baumeister. Dopo le repressioni subite durante la dittatura nazista – caratterizzate dal divieto di esercitare la professione, dalla classificazione come «artista degenerato» e dal divieto di esporre – si trovava nel pieno di una fase di radicale rinnovamento artistico. In quel periodo insegnava come professore all’Accademia di Belle Arti di Stoccarda e contribuì in modo determinante all’affermazione della pittura astratta e non figurativa nella Germania del dopoguerra. Per Baumeister il 1948 rappresentò un apice anche dal punto di vista teorico. Il suo saggio pionieristico «Das Unbekannte in der Kunst» (L’ignoto nell’arte), che aveva redatto in segreto già durante la guerra, era stato pubblicato poco prima (nel 1947). In esso difendeva l’astrazione dalle aspre critiche della società del dopoguerra. Intendeva la sua arte come una libera e evolutiva sete di ricerca: l’artista parte dal «punto zero» e cerca di rendere visibile l’invisibile attraverso forze primordiali dinamiche e creative. Allo stesso tempo, nel 1948 registrò un’enorme presenza espositiva in patria e all’estero, come ad esempio le mostre personali alla Galleria Neupert di Zurigo o alla Galleria Otto Ralfs di Braunschweig, che consolidarono il suo status di figura di spicco del modernismo tedesco.
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