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Pousse-Cornet

60 - Adrien Van STALBEMT (Anversa, 1580 - 1662) e Peter GYSELS (Anversa, 1621 - 1690)

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Adrien Van STALBEMT (Anversa, 1580 - 1662) e Peter GYSELS (Anversa, 1621 - 1690) Allegoria dei cinque sensi Pannello di quercia, a parquet Altezza: 74 cm Larghezza: 107 cm Sulla tastiera del clavicembalo è incisa la scritta «Andreas.Ruckers. Me. Fecit. Antwerpia Aø 1619». Sul retro, un’etichetta precisa la provenienza del dipinto. Cornice in legno intagliato e dorato, opera francese del XVII secolo. Bibliografia: K. Ertz e C. Ertz, Adrien Van Stalbemt, Luca Verlag 2018, n. 129, riprodotto a pag. 312 Provenienza: Commissionato intorno al 1650 da Angibert Van den Berg, nato nel 1608 ad Anversa. Portato da suo figlio Georges (1633-1684) a Orléans nel 1652. Importante commerciante di zucchero, Georges Van den Berg era un erudito e un grande collezionista di mobili fiamminghi, libri e oggetti d’arte, da cui la presenza del clavicembalo, firmato da Ruckers. La collezione Van den Berg rimase di proprietà dei suoi discendenti a Orléans fino alla chiusura della casa commerciale dello zucchero in occasione del blocco continentale del 1810. Il nostro dipinto rimase in possesso della famiglia per via ereditaria fino alla sua messa all’asta nel 2003 (asta a Parigi, studio Tajan, 25 giugno 2003, n. 20; attribuito ad Adrien Van Stalbemt e Jan Van Kessel). La nostra allegoria è un’evocazione dei piaceri sensoriali. Ogni donna incarna un senso: la vista è simboleggiata dal cannocchiale, l’udito dal liuto, l’olfatto dai fiori, il gusto dalle pietanze e dalla frutta, e il tatto dalla donna, morsa al tallone da una scimmietta. Si appoggia al tavolo, cuore evidente della scena, il cui movimento e disordine accentuano il carattere giocoso e vivace della rappresentazione. La figura del Tatto sembra provocare il ribaltamento del tavolo. Questo movimento introduce nell’aspetto ordinato del quadro una tensione inaspettata: come se, dietro la celebrazione dei cinque sensi, l’ordine stabilito potesse improvvisamente essere rovesciato. A partire dal Rinascimento e soprattutto nei secoli XVII e XVIII, i gabinetti delle curiosità si diffusero nelle corti principesche e tra i collezionisti europei. Queste collezioni riuniscono oggetti rari o singolari provenienti dai tre regni della natura – minerale, vegetale e animale – nonché opere e oggetti prodotti dall’uomo. Esse testimoniano il desiderio di raccogliere, osservare e comprendere il mondo, ma anche di suscitare meraviglia. Questa cultura del collezionismo è strettamente legata alla rappresentazione dei cinque sensi, tema particolarmente presente nella pittura fiamminga. I sensi costituiscono infatti il primo mezzo attraverso il quale l’essere umano entra in relazione con il mondo che lo circonda: la vista, l’udito, l’olfatto, il gusto e il tatto. Gli artisti li rappresentano generalmente attraverso oggetti facilmente riconoscibili: strumenti musicali per l’udito, fiori per l’olfatto, frutta e alimenti per il gusto, specchi o occhiali per la vista, e contatti fisici o animali per il tatto. La nostra rappresentazione mette in risalto questa simbologia, che assume la forma di una scena di banchetto in cui i sensi sono associati all’abbondanza, al piacere e alla curiosità. I numerosi oggetti (strumenti, fiori, frutta, stoviglie, animali) possono essere considerati come altrettanti segni di un mondo da osservare e da scoprire. La scimmia, che interviene in modo quasi comico mordendo il piede della giovane donna, introduce in particolare una dimensione ludica e ricorda che il tatto può essere al tempo stesso fonte di piacere, di sorpresa e di dolore. L’allegoria dei cinque sensi si inserisce quindi in una cultura visiva in cui collezionare, osservare e sperimentare fanno parte di un unico desiderio di conoscere e rappresentare la diversità del mondo. Il nostro quadro si impone come una rara testimonianza di una collaborazione tra due artisti, Adrien Van Stalbemt e Peter Gysels. La bellissima natura morta nell’angolo in basso a destra, i fiori e gli oggetti disposti sul tavolo sono caratteristici della minuziosa fattura di Gysels, più noto per i suoi paesaggi animati, che qui raggiunge un livello di perfezione raramente eguagliato. Le eleganti figure femminili, dalle carnagioni porcellanate, sono opera di Adriaen van Stalbempt e testimoniano sia la sua attività di pittore di figure, sia quella di paesaggista, di cui si trova un bell’esempio sullo sfondo del nostro quadro (cfr. D. Coeckelberghs, Adriaen van Stalbempt als figurenschilder, in Oud-Holland, 1981, pp. 10-12). A sinistra si osserva una rara raffigurazione di un clavicembalo a doppia tastiera, che reca la firma: Andreas Ruckers me fecit Antverpiae 1619. Sulle facce interne dello strumento si estende una carta decorativa con motivi arabeschi, utilizzata da Andreas Ruckers (un tipo 6 e un secondo molto simile al tipo 13 dell’opera di Grant O’Brien sui Ruckers). Le facce esterne del clavicembalo presentano una decorazione a imitazione del marmo tipica degli arredi fiamminghi, mentre la faccia interna del coperchio reca un dipinto di cui

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Vente

I TESORI DELLA VALLE DELLA LOIRA: dipinti, mobili, oggetti d'arte, Asia
dimanche 22 novembre
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