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Scuola di AUGUSBURG, 1505 circa Tre scene della vita della Vergine Tavola preparata, due assi, rinforzata. Altezza: 68,5 cm Larghezza: 179 cm Precedenti restauri, distacchi e piccole mancate Provenienza: Asta Rieunier & Bailly-Pommery, Parigi, 24 marzo 1999 (esperto: Eric Turquin), n. 12 (aggiudicato a 480.000 franchi) Lo stemma del donatore a sinistra è molto probabilmente quello di un membro della famiglia Voln von Wildnaw, originaria di Sorabe. I tre pannelli di questa composizione si ispirano direttamente a tre famose xilografie di Albrecht Dürer, tratte dalla sua prestigiosa serie di diciannove incisioni dedicate alla vita della Vergine, ideata tra il 1503 e il 1511 e pubblicata a Norimberga nel 1511. L’incontro di Gioacchino e Anna alla Porta Dorata, la Nascita della Vergine e la sua Presentazione al Tempio, corrispondenti alla terza, quarta e quinta scena della serie, vi sono trasposte in composizioni di notevole fedeltà, a testimonianza della diffusione europea del modello düreriano e dell’ambizione artistica del nostro insieme. Si noti la presenza, a destra della scena, di un panno bianco appoggiato su un portasciugamani, nonché di un vaso appeso in una nicchia. Insieme al candore immacolato del panno e alla sua collocazione nella nicchia, contribuisce a evocare la purezza, la pulizia dell’anima e la verginità di Maria. Inoltre, questo insieme è direttamente associato a un grazioso dettaglio di natura morta posato sull’architrave del camino. - La donna con la brocca (pannello centrale): la donna che beve da una brocca si spiega molto probabilmente con il contesto domestico e post-parto, e non con un episodio particolare della vita della Vergine, una parabola o un simbolo mariano specifico. Si tratta molto probabilmente di un’ostetrica dopo il parto. Questo motivo è attestato in diverse rappresentazioni della Natività della Vergine, in particolare nell’incisione di Albrecht Dürer (cfr. foto) dedicata a questo episodio: in essa una levatrice beve dopo aver assistito al parto. Il gesto sottolinea verosimilmente la sua stanchezza e il suo bisogno di dissetarsi, in una scena volutamente vicina alla vita quotidiana. NB: Questa concezione è comune nell’iconografia della Natività della Vergine, che si ispira a racconti apocrifi come il Protovangelo di Giacomo, poiché i Vangeli canonici non narrano la nascita di Maria. Gli artisti hanno quindi sviluppato la scena attingendo alle tradizioni leggendarie e all’osservazione delle usanze del loro tempo. Esperto: Stéphane Pinta, studio Turquin (visibile su appuntamento presso l’esperto)
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