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41 - PICCOLO FORZIERE “Cassetta” in legno intagliato, dipinto a colori e dorato, decorato con gli stemmi delle famiglie Medici e Cappello

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PICCOLO FORZIERE “Cassetta” in legno intagliato, dipinto a colori e dorato, decorato con gli stemmi delle famiglie Medici e Cappello Italia, Firenze, 1578 circa Poggiato su piedini concavi ornati da teste di cherubini; il pannello frontale, incorniciato da doppie cornici a volute, è affiancato da coppie di cariatidi nude; sul retro sono presenti diverse etichette di carta che indicano la provenienza del 1922 Altezza: 49 cm (19 ¼ pol.); Larghezza: 74 cm (29 pol.); Profondità: 48 cm (19 pol.) PROVENIENZA: -Molto probabilmente commissionata da Francesco I de’ Medici, granduca di Toscana (1541-1587), e da sua moglie Bianca Cappello (1548-1587), che si sposarono nel 1578 a Firenze, in Italia. -Mobili e opere d’arte provenienti dal castello un tempo occupato dalla famiglia Savoia a Verzuolo (Piemonte), Italia, e altri preziosi beni artistici recentemente selezionati all’estero dall’intenditore Chevalier Raoul Tolentino, asta dell’American Art Association, New York, 16-18 febbraio 1922, lotto 240. -Collezione privata, Firenze, Italia. Nella sua opera fondamentale «La civiltà del Rinascimento in Italia» (1860), Jacob Burckhardt sottolinea il legame tra l’ascesa della cultura rinascimentale e la raffinatezza della vita domestica, in particolare attraverso lo sviluppo del comfort e dell’arredamento in Italia (Burckhardt, 2010, p. 227). In questa stessa prospettiva, Wilhelm von Bode osserva che, a partire dalla seconda metà del Quattrocento, l’affermarsi dell’individualismo e la ricerca di un maggiore comfort favorirono il rinnovamento dell’arredamento fiorentino, in particolare sotto l’impulso dei Medici (Bode, 1921, p. 7). La cassetta (piccolo forziere) costituisce un esempio emblematico di questa evoluzione dell’arredamento. Chiamata anche cassa, cofanetto o forzierino a seconda dell’uso e della regione di origine, questa piccola cassapanca tipica della Toscana si sviluppò nello stesso periodo del cassone, con cui condivideva un linguaggio stilistico simile. Il cassone, grande scrigno a scomparto unico riccamente decorato, si evolse in particolare sotto l’influenza della moda manierista, che cercava di «produrre forme modellate e trasformare lo scrigno in una struttura dalla silhouette curva che ricordasse gli antichi sarcofagi romani in marmo » (Paolini, nel catalogo della mostra del V & A, p. 121). Realizzata principalmente in legno di noce e parzialmente dorata, la cassetta deriva dalle scatole rotonde o ovali in gesso del XIV e XV secolo, utilizzate per conservare gioielli e biancheria pregiata. Questi cofanetti, ormai meno adatti alle crescenti esigenze, erano in particolare troppo leggeri e di dimensioni ridotte per garantire un’adeguata protezione contro i furti (Bode, 1921, p. 11). Destinate ai regali di fidanzamento, le cassette le sostituirono e servirono probabilmente a conservare oggetti preziosi nonché elementi della dote, come gli strumenti da cucito… Il nostro piccolo cofanetto presenta uno stemma posto al centro del pannello frontale, con le caratteristiche sei sfere (palle), appartenente alla famiglia dei Medici (Di Crollalanza, 1965, p. 119). Dinastia politica, famiglia di banchieri e casata principesca, i Medici divennero duchi ereditari di Firenze nel 1531, poi granduchi di Toscana nel 1569, titolo che conservarono fino al 1737. Famosi per il loro mecenatismo artistico, diedero alla Chiesa cattolica quattro papi — Leone X, Clemente VII, Pio IV e Leone XI — nonché due regine di Francia, Caterina e Maria de’ Medici. Lo stemma sul pannello opposto, raffigurante un cappello a tesa larga, appartiene alla famiglia Cappello, originaria di Capua e della Campagna, che contribuì alla costruzione della chiesa di Santa Maria Formosa a Venezia (Brown, 2004, p. 13). Francesco de’ Medici, granduca di Toscana (1541-1587), sposò Bianca Cappello (1548-1587) nel 1578, ed è proprio in quell’occasione che deve essere stata commissionata la piccola cassetta qui presente. La loro relazione era iniziata nel 1564, quando entrambi erano già sposati: Bianca con Piero Buonaventuri, un fiorentino senza fortuna, e Francesco con l’arciduchessa Giovanna d’Austria (1547-1578), che aveva sposato nel 1565. Dopo quattordici anni di relazione, Bianca e Francesco si sposarono in forma privata nel 1578. A causa della recente morte di Giovanna d’Austria, la loro unione fu celebrata pubblicamente solo l’anno successivo, quando Bianca divenne granduchessa. Bibliografia comparativa: W. von Bode, Italian Renaissance Furniture, trad. di Mary E. Herrick, New York, 1921 G. B. Di Crollalanza, Dizionario Storico-blasonico delle Famiglie Nobili e Notabili Italiane Estine e Fiorenti, Bologna, 1954 J. Burckhardt, The Civilization of the Renaissance in Italy, New York, 2010, pubblicato originariamente nel 1860 P. F. Brown, *Private Lives in Renaissance Venice: Art, Architecture, and the Family*, New Haven e Londra, 2004 M. Ajmar-Wollheim e F. Dennis (a cura di), *At Home in Renaissance Italy*, catalogo della mostra, Victoria & Albert Museum, L

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I TESORI DELLA VALLE DELLA LOIRA: dipinti, mobili, oggetti d'arte, Asia
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