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Giovan Pietro Rizzoli, detto GIAMPIETRINO (attivo a Milano tra il 1500 e il 1549) e bottega Maria Maddalena in preghiera Tavola in legno da frutto a parquet Altezza: 61 cm Larghezza: 46 cm Restauro storico Provenienza: - Asta a Parigi, Hôtel Georges V, casa d’aste Tajan, 12 giugno 1995, n. 123 (aggiudicato a 180.000 franchi). Giovanni Pietro Rizzoli è menzionato da Leonardo da Vinci nella sua bottega milanese semplicemente con il suo nome di battesimo «gian pietro» (Codice Atlantico). È presente in quella sede tra il 1497 e il 1500 ed è incaricato di copiare l’Ultima Cena (copia conservata a Londra, Royal Academy of Art). Si afferma sia come autore di opere di grande formato, di pale d’altare (Pavia, 1521), sia, soprattutto, di numerose opere di devozione di piccolo formato per privati. Diffonde l’influenza di Leonardo, sfumata da quelle di Solario, Luini e Cesare da Sesto, ma sempre con il suo stile personale piuttosto riconoscibile. Inventore di un nuovo genere iconografico a metà strada tra il sacro e il profano, Giampietrino si specializzò nella rappresentazione di Maria Maddalena pentita in una chiave sottilmente erotica, che riscosse un immenso successo tra i suoi contemporanei. L’ha dipinta, a mezzo busto, in pose e composizioni diverse, ciascuna delle quali è stata riprodotta in diverse repliche. A volte varia anche il significato dell’opera o lo sfondo. Per quanto riguarda il modo di rappresentare la santa come nel nostro dipinto, con le mani giunte in preghiera, voltata verso sinistra e lo sguardo rivolto al cielo, citiamo le versioni conservate a San Pietroburgo, al Museo dell’Ermitage (tavola, 49 x 39 cm), nei Musei Civici di Pavia (inv. P 121 b), alla Gemäldegalerie – Staatliche Museen – di Berlino, ma anche in collezioni private. Esiste una variante dello stesso soggetto, in cui la figura ha le braccia incrociate sul petto (Pinacoteca di Brera a Milano e nella cattedrale di Burgos). L’ispirazione leonardesca è qui evidente, sia nella modellazione, nel leggero ancheggiamento di Maria Maddalena o nella suddivisione a strati del secondo piano roccioso, sia nella «Madonna delle Rocce» o nella «Sant’Anna» del maestro. Si tratta di un’allusione alla grotta di Sainte-Baume, in Provenza, dove, secondo la Legenda Aurea, la santa avrebbe trascorso gli ultimi anni della sua vita da eremita. Il vaso di alabastro per unguenti o profumi, a sinistra, è quello con cui ella unse i piedi di Cristo durante il banchetto a casa di Simone il fariseo. I suoi capelli, intrecciati all’altezza dell’ombelico come a formare una cintura, sono disposti in modo da conferire un aspetto sensuale al seno e alle braccia. Ringraziamo la professoressa Cristina Geddo per il suo aiuto nella descrizione di questo lotto, sulla base di una fotografia digitale, il 17 luglio 2026. Esperto: Stéphane Pinta, studio Turquin (visibile su appuntamento presso l'esperto)
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