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Antonio SOLARIO detto Lo Zingaro (1465-1530) Madonna col Bambino con San Giuseppe e San Giovanni Battista Tavola di tiglio, tavola rinforzata Altezza: 51,5 cm Larghezza: 35 cm Restauro storico Provenienza: -Asta a Londra, Christie's, 7 luglio 2006, n. 136 (attribuito a Pier Maria Pennachi) - Asta a Parigi, Hôtel Drouot, PIASA, 15 novembre 2013, n. 67 (attribuito a Benvenuti detto l’Ortolano, aggiudicato a 29.000 €) - Acquistato in questa asta dall’attuale proprietario. Bibliografia: - Marco Tanzi, Aggiornamenti per Filippo da Verona, «Verona illustrata», XIX, 2006, pp. 97-107, il nostro dipinto a p. 106, nota 2, come opera di Johannes Hispanus - Laura Pagnotta, in «Bollettino d’Arte» 2011, pp. 59-108 (Johannes Hispanus) - Stefania Castellana, Johannes Hispanus, Persico Dosimo (CR), 2017, pp. 104-107 («Maestro di Santa Dorotea»). Questo dipinto presenta tutte le caratteristiche di un piccolo gruppo di opere di altissima qualità, la cui attribuzione ha oscillato tra due pittori itineranti in Italia nel primo quarto del XVI secolo, entrambi caratterizzati dalle stesse influenze: Johanes Hispanus e Antonio Solario (il quale non ha alcun legame familiare con il suo omonimo milanese, allievo di Leonardo da Vinci, Andrea Solario). In questo gruppo citiamo La Madonna col Bambino e Santa Dorotea (asta a Londra, Sotheby’s, 6 dicembre 2006, n. 33, attribuita ad Antonio Solario), La Vergine con il Bambino e i santi Antonio Abate e Dorotea (asta a Londra, Christie's, 1° luglio 2026, n. 152, attribuita a Johannes Hispanus). Stefania Castellana li aveva esclusi dal corpus di Johannes Hispanus e li aveva raggruppati sotto la denominazione convenzionale di «Maestro di Santa Dorotea», opinione sulla quale ha poi fatto marcia indietro. La distinzione tra questi due artisti rinascimentali si basa su un numero molto ridotto di dipinti firmati da ciascuno di essi e stilisticamente affini: su un substrato veneziano influenzato da Giovanni Bellini, questi pittori incorporano elementi del Perugino e del Pinturicchio, di maestri ferraresi come Boccaccino o Mazzolino o lombardi come il Bramantino. L’artista nato in Spagna sembra invece leggermente influenzato dalla scuola fiorentina, in particolare da Botticelli e Piero di Cosimo (storie del Decamerone, conservate al Museo del Prado di Madrid), cosa che non vale per Solario e per il nostro dipinto. Le informazioni sulla vita e l’attività di Antonio Solario sono scarse e incerte, a cominciare dal luogo e dalla data di nascita. Si ritiene che si sia formato a Venezia (firma «venetus» la Madonna della National Gallery di Londra), per poi lavorare nelle Marche tra il 1502 e il 1506, dipingendo un ciclo di venti affreschi nel monastero di Santi Severino e Sossio a Napoli (oggi Archivio di Stato). Firma e data i suoi due capolavori: «Salomè con il violino» e «Erodiade con la testa di San Giovanni Battista» del 1511 (Galleria Doria Pamphilj, Roma), e poi la «Pala d’altare di Withypool» del 1514 (Bristol City Museum and Art Gallery). Non si sa quale sia stata la sua attività successiva a tale data; alcuni ipotizzano una sua presenza in Inghilterra (il poeta e antiquario John Leland, curatore delle biblioteche di Enrico VIII, cita numerose sue opere in quel paese). Sembra aver subito una leggera influenza, nella seconda parte della sua carriera, dal suo omonimo Andrea Solario. Il nostro pannello può essere accostato alla «Santa Conversazione attorno alla Vergine con il Bambino» della Walters Art Gallery di Baltimora (inv. 37.502). Si ritrovano spesso nelle sue opere lo stesso tipo di bambini dai riccioli biondi, tende di un verde brillante, finestre che si affacciano su un paesaggio nordico, ad esempio nella «Madonna col Bambino» del Museo Civico di Belluno (rubata nel 1973 e ritrovata nel 2025). Le fronde dell’albero e la montagna blu richiamano quasi alcuni acquerelli di Dürer. Ringraziamo Mauro Lucco per averci proposto questa attribuzione ad Antonio Solario per questo dipinto su fotografia digitale nel giugno 2026 e per il suo aiuto nella stesura di questa scheda. Esperto: Stéphane Pinta, studio Turquin (visibile su appuntamento presso l’esperto)
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