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32 - Antonio CANAL, detto CANALETTO (Venezia 1697-1768)

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Antonio CANAL, detto CANALETTO (Venezia 1697-1768) Capriccio sulla Laguna con un arco in rovina che attraversa un canale per raggiungere un padiglione Pennino e inchiostro marrone, lavaggio grigio e marrone 36,5 x 52,5 cm Annotato «Canaletto» in basso a sinistra Sul retro, prospettiva di un colonnato tracciata a matita nera Tracce di restauro, scolorito dal sole, piega centrale verticale; due strappi (5 cm) e una piccola perdita (0,5 cm) restaurati in basso al centro Opere correlate: Il nostro disegno può essere accostato a un dipinto simile con piccole variazioni (cfr.: W.E. Constable e J.E. Links, Canaletto, Oxford, 1989, 2 volumi, n. 511, rip. tav. 93, ex collezione Davies) Un disegno con la stessa composizione architettonica è segnalato da Links (opera citata sopra, n. 823, riproduzione tav. 155). Il padiglione a destra deriva dalla Porta Portello, mentre gli archi sembrerebbero ispirati alla disposizione di un acquedotto che fiancheggia la Porta d’Udine a Palmanova (cfr. André Corboz, Canaletto, Una Venezia immaginaria, Milano, 1985, ed. Alfieri Electa, 2 volumi, p. 323). Il successo di questo «Caprice» generò diverse altre versioni dipinte con lievi variazioni (opera citata sopra, n. 511a e 512). Un disegno con varianti corrispondenti alla versione allungata (n. 512) per alcuni dettagli è appena riapparso in Inghilterra. Canaletto non esitava a riutilizzare motivi quando questi riscuotevano un certo successo. Questa serie di Capricci fu senza dubbio realizzata durante il suo soggiorno in Gran Bretagna o poco dopo (sono collocati in un periodo di attività compreso tra il 1747 e il 1755 da André Corboz (cfr. Canaletto, Una Venezia immaginaria, Milano, 1985, ed. Alfieri Electa, 2 volumi, pp. 724-725). Il signor Charles Beddington, che ci ha confermato l’attribuzione del nostro disegno, ritiene che l’artista abbia consegnato una versione disegnata al committente e ne abbia realizzata una seconda per conservare un ricordo della composizione e riutilizzarla. Giovani Antonio Canal, detto Canaletto, ha lasciato un segno indelebile nel XVIII secolo diventando uno dei più celebri esponenti del vedutismo italiano. La veduta, ovvero la «vista» in italiano, è un dipinto di paesaggio urbano o di panorama caratterizzato dall’esattezza topografica e dall’uso sapiente della prospettiva. Nel XVIII secolo, Venezia è riconosciuta come la capitale dei vedutisti, grazie al suo artista di punta, Canaletto. Figlio di un artista veneziano, pittore di scenografie teatrali, apprende la pittura nella bottega del padre. Nel 1720, durante un viaggio a Roma, il giovane Canaletto incontra artisti precursori della veduta come Giovanni Paolo Panini e Caspar van Wittel, che lo influenzeranno profondamente. Tornato a Venezia, si dedica alle vedute. Le sue opere, incredibilmente dettagliate, uniscono la conoscenza dei giochi di luce e il rigore geometrico, pur mantenendo una sorprendente libertà topografica. Esse piacciono particolarmente agli appassionati stranieri, in particolare ai giovani aristocratici inglesi che hanno visitato Venezia durante il loro Grand Tour. Riconoscuto a livello internazionale, nel 1746 Canaletto si stabilì per quattro anni a Londra, dove le sue vedute della capitale inglese furono molto apprezzate. Pertanto, la collezione più ricca di opere di Canaletto è quella della Collezione Reale d’Inghilterra, che da sola possiede oltre 54 dipinti e 143 disegni dell’artista. La rappresentazione realistica dei paesaggi urbani, basata sull’osservazione dal vivo e sull’uso della camera oscura – una scatola ottica che permetteva di moltiplicare i punti di vista –, richiedeva che i dipinti di Canaletto fossero preceduti da numerosi disegni preparatori prima di essere realizzati in atelier. Dai chiaroscuri realistici dei suoi esordi, caratterizzati da cieli freddi e tempestosi, Canaletto idealizza progressivamente le scene veneziane che raffigura, conferendo loro luminosità e colori. I suoi «capricci», paesaggi immaginari che combinano rovine ed elementi architettonici spesso fantastici, uniscono monumenti reali come il Ponte di Rialto a rovine o ad altre vedute architettoniche di Venezia. Il successo di Canaletto gli valse numerosi eredi e seguaci celebri, quali Francesco Guardi e Bernardo Bellotto. Studio di periti Bayser, visibile presso lo studio su appuntamento

Testo tradotto da DeepL.
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