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𝗠𝗮𝘀𝗾𝘂𝗲 𝗕𝗮𝗼𝘂𝗹𝗲́, 𝗖𝗼̂𝘁𝗲 𝗱’𝗜𝘃𝗼𝗶𝗿𝗲 Inizio del XX secolo Legno scolpito e dipinto, pigmenti Altezza 40 cm «Ancor prima di essere forma, la maschera è segno.» Jean-Paul Colleyn Tra le espressioni più raffinate della scultura Baoulé, il Kpwan occupa un posto singolare. Maschera femminile dal volto umano idealizzato, appartiene al complesso rituale del Goli, un insieme di maschere sacre la cui apparizione segue una sequenza accuratamente ordinata. Quando il Goli viene presentato nella sua forma completa, si susseguono quattro coppie di maschere: il Kplé Kplé dalle forme astratte e cornute, il Goli Glin, di carattere zoomorfo, il Kpwan Plé che associa tratti umani e attributi animali, e infine il Kpwan che guida questa progressione dall’astrazione verso la rappresentazione idealizzata della figura umana. Il Kpwan appare per ultimo. La sua comparsa costituisce quindi il coronamento della sequenza e il culmine della cerimonia. Questo posto finale riflette una vera e propria progressione plastica e simbolica, dalle forme più lontane dal mondo umano fino alla comparsa di un volto femminile di grande bellezza, raffinata incarnazione dell’ideale Baoulé. Lungi dal ridursi a una semplice manifestazione di intrattenimento, il Goli era innanzitutto un insieme rituale e sacro che si svolgeva in particolare in occasione dei funerali di personalità di spicco. Alcune rappresentazioni notturne erano riservate esclusivamente agli uomini. Questa potenza simbolica trova espressione in un’estetica di notevole sottigliezza. Realizzato secondo i canoni della bellezza Baoulé idealizzata, il volto presenta proporzioni armoniose e un modellato di grande delicatezza, esaltato da una patina rosso-ocra, il colore della femminilità. Una pettinatura trilobata, finemente incisa e sapientemente ordinata, corona una fronte alta e bombata. Un naso lungo e affusolato unisce le due arcate sopracciliari arcuate, mentre gli occhi dalle palpebre pesanti e dallo sguardo basso conferiscono al volto un’espressione calma e meditativa, all’insegna della moderazione e della serenità. 𝗣𝗿𝗼𝘃𝗲𝗻𝗮𝗻𝗰𝗲 - Collezione Emerson e Dina Woelffer, Los Angeles - Galleria Ratton, Parigi - Collezione privata francese 𝗘𝘅𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗶𝗼𝗻𝘀 1975, Newport Harbor Art Museum, «The artist as collector: selections from four California collections of the arts of Africa, Oceania, the Amerindians and the Santeros of New Mexico», riprodotto nel catalogo a cura di James B. Byrnes, p. 50 𝗟𝗶𝘁𝘁𝗲́𝗿𝗮𝘁𝘂𝗿𝗲 Alain-Michel Boyer, «Specchi dell’invisibile: la statuaria Baoulé», in Arts d’Afrique Noire, n. 44, 1982, pp. 30-46; n. 45, 1983, pp. 21-34. Susan Mullin Vogel, Baule: African Art, Western Eyes, catalogo della mostra [New Haven, Yale University Art Gallery, 1997], Londra, Yale University Press, 1997 Susan Mullin Vogel, L’Art Baoulé : du visible et de l’invisible, Parigi, Adam Biro, 1999
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