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Lettera autografa firmata da Claude Monet in risposta a un articolo elogiativo sulla sua arte - “Mi chiedo ancora se meriti davvero tali elogi” Lettera autografa a matita, due pagine, 5 x 8, carta intestata “Giverny par Vernon”, 1° settembre 1920. Lettera manoscritta in francese di Claude Monet allo scrittore Lucien Descaves (tradotta): «Grazie per avermi inviato una copia della rivista *Paris Magazine* e il bellissimo articolo che hai scritto su di me al suo interno. Ha messo a dura prova la mia modestia e mi chiedo ancora se merito davvero tali elogi, anche se, provenendo da lei, mi sono molto cari. Ad ogni modo, la ringrazio moltissimo e le chiedo di confidare sempre nella mia sincera amicizia.” Monet aggiunge un poscritto: «I miei migliori saluti alla signora Descaves, con la speranza che lei abbia buone notizie riguardo a suo figlio.» In ottime condizioni. Monet scrisse questa lettera appena una settimana dopo la pubblicazione dell’articolo di Descaves, «Chez Claude Monet», apparso su *Paris-Magazine* il 25 agosto 1920. Questa lettera è datata nello stesso mese in cui Monet raggiunse un accordo con Paul Léon, direttore del Musée des Beaux-Arts, formalizzando la sua donazione di dodici pannelli delle «Ninfee» allo Stato francese, con Léon che si impegnava a esporli secondo le istruzioni dello stesso Monet. L’accordo era il risultato di quasi due anni di trattative, che risalivano alla prima offerta fatta da Monet a Clemenceau il giorno dopo l’armistizio, nel novembre 1918, e non sarebbe stato finalizzato con atto notarile fino all’aprile 1922. Nel settembre 1920, quindi, Monet era nel pieno della definizione di quella che sarebbe diventata la sua eredità più famosa alla Francia, lavorando a Giverny nonostante la sua vista fosse già compromessa dalla cataratta che lo avrebbe afflitto per il resto della vita. Il destinatario della lettera, Lucien Descaves, era un illustre romanziere e drammaturgo francese, nonché membro fondatore dell’Académie Goncourt, noto innanzitutto per il suo romanzo antimilitarista *Sous-Offs* (1889), che fu perseguito dal ministero della guerra e difeso sulla stampa da Zola e da altri importanti scrittori dell’epoca. Nel 1920 era ormai una figura di spicco delle lettere francesi, il che spiega la modestia con cui Monet reagì all’essere stato oggetto di un suo profilo.
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