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Lettera dattiloscritta e firmata da William H. Taft su Woodrow Wilson - “Liberateci dall’attuale piaga del Partito Democratico” Lettera dattiloscritta datata durante la Prima Guerra Mondiale, firmata «Wm. H. Taft», una pagina, 7 x 9,25, carta intestata personale, 27 dicembre 1914. Lettera indirizzata al noto avvocato e uomo d’affari Simon Wolf, contrassegnata come «Personale», che recita per intero: «Ho ricevuto la sua gentile nota dal Royal Palace Hotel di Atlantic City e i suoi cordiali auguri di Capodanno. Il Signore è nel suo tempio e sta compiendo la sua volontà; se possiamo giudicare in base alle recenti elezioni, ciò porterà il fratello Woodrow fuori dalla carica e ci libererà dall’attuale piaga del Partito Democratico». Taft corregge di proprio pugno una parola del testo. In ottime condizioni, con fori di spillo nell’angolo in alto a sinistra. Simon Wolf era un illustre avvocato di Washington, autore e leader civico ebreo che intratteneva rapporti con una serie di presidenti americani. Il suo rapporto con Taft aveva una base concreta: durante la presidenza di Taft, Wolf portò alla sua attenzione il caso di Frank Bloom, un soldato ebreo che aveva subito discriminazioni antisemite nell’esercito, spingendo Taft a condannare quel trattamento come contrario ai principi americani. Wolf fu anche autore del volume di riferimento del 1895 *The American Jew as Patriot, Soldier and Citizen* (*L’ebreo americano come patriota, soldato e cittadino*), redatto in risposta alle accuse secondo cui gli ebrei americani non avrebbero servito il proprio Paese in tempo di guerra. Nel dicembre 1914, Taft era ormai un semplice cittadino da quasi due anni, avendo perso la presidenza a favore di Woodrow Wilson nelle contorte elezioni del 1912; all’epoca insegnava diritto a Yale, e mancavano ancora sette anni alla sua nomina a presidente della Corte Suprema. La sua frecciatina al «fratello Woodrow» seguì le elezioni di medio termine del novembre 1914, in cui i repubblicani ottennero notevoli guadagni alla Camera, aumentando la loro rappresentanza da 134 a 196 seggi mentre i democratici scendevano da 291 a 230, sebbene questi ultimi mantenessero il controllo della Camera. Lo stesso Wilson non era candidato alle elezioni e non avrebbe dovuto affrontare la rielezione fino al 1916, rendendo la previsione di Taft secondo cui i risultati avrebbero «allontanato il fratello Woodrow dalla carica» un’espressione incisiva della fiducia repubblicana dopo le elezioni di medio termine. Ricorrendo al linguaggio biblico «Il Signore è nel suo tempio», Taft descrive la rinascita repubblicana come provvidenziale, sperando che alla fine «ci liberasse dall’attuale piaga del Partito Democratico». Wilson, invece, avrebbe vinto di misura la rielezione nel 1916.
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