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Lettera firmata da George Washington, datata durante la guerra, indirizzata al governatore George Clinton sulla difesa della frontiera di New York (30 luglio 1782) Lettera autografa risalente alla Guerra d’Indipendenza, in qualità di comandante in capo, firmata “Go: Washington”, quattro pagine su due fogli contigui, 7 x 11,75, 30 luglio 1782. Inviata dal «Quartier Generale, Newburgh [New York]», una lettera al governatore di New York George Clinton riguardante la difesa della Valle del Mohawk, che recita per esteso: «Signore, ho avuto l’onore di ricevere la Sua lettera del 24, nella quale era allegata la copia di una lettera del colonnello Willet: dalla quale ho appreso con grande preoccupazione delle ripetute depredazioni che sono state commesse sulla Sua frontiera occidentale, e sarei estremamente lieto (se fosse in mio potere e compatibile con lo stato generale delle cose) di mettere a disposizione un distaccamento sufficiente da questo esercito per coprire l’intero territorio; ma oserei dire che Lei deve rendersi conto che non è così. Quanto sia quindi opportuno richiedere un ulteriore aiuto da parte della milizia, lo lascio al giudizio di Vostra Eccellenza, poiché Voi conoscete meglio di me le circostanze della frontiera, la forza del comando di Willet e, probabilmente, la situazione del nemico a Oswego. Nel frattempo, desidero essere informato, per quanto sia in vostro potere, della forza del corpo di Willet attualmente radunato sul Mohawk, nonché della forza del nemico a Oswego, di cui ho avuto finora solo resoconti vaghi e insoddisfacenti. Dalla data della lettera del colonnello Willet, egli ha, suppongo, ricevuto quattrocento scatole di cartucce, articolo in cui consisteva la sua carenza più grave. Di conseguenza, non posso che sperare che quel corpo d’armata, in collaborazione con il reggimento continentale di stanza in quella zona, sia in grado di garantire una protezione migliore del territorio rispetto a quanto avvenuto di recente e di punire l’insolenza del nemico in qualsiasi futura incursione, soprattutto ora che è probabile che venga rifornito di pane duro e carne salata— Di cui, tuttavia, temo che al momento non vi siano quantità sufficienti accumulate, ma che possano essere preservate dal deterioramento mediante capanni provvisori, o cantine coperte da una buona paglia, o da una solida e ben costruita tettoia di rami, che possa essere realizzata con un po’ di cura e attenzione da parte degli ufficiali e con il lavoro dei soldati. Ciò presuppone che le autorità pubbliche non siano in grado di erigere magazzini a tale scopo; infatti, nonostante l’ordine che ho dato qualche tempo fa al Quartiermastro di fornire i materiali per gli edifici necessari presso gli avamposti sul Mohawk, temo che egli non abbia il potere di farlo per mancanza di fondi.” Firmato in modo ben visibile alla fine da George Washington. Pulito professionalmente e riportato a condizioni quasi eccellenti, con un’area di macchia da umidità nell’angolo in basso a destra della prima pagina che interessa diverse parole del testo. Accompagnato da una lettera completa di autenticità rilasciata da JSA. La resa a Yorktown non aveva posto fine alla guerra: Washington mantenne il proprio quartier generale a Newburgh per tenere d’occhio le forze britanniche che ancora occupavano New York e preservare la prontezza operativa del proprio esercito finché la pace fosse rimasta incerta. Scrivendo da Poughkeepsie il 24 luglio, Clinton attribuì le rinnovate incursioni di frontiera all’avamposto britannico di Oswego, ristabilito quella primavera. Allegava la lettera del colonnello Marinus Willett del 17 luglio da Fort Rensselaer, che riportava notizie secondo cui una forza nemica composta da 500 a 600 uomini aveva attaccato German Flatts, bruciato proprietà disabitate tra i piedi di Fall Hill e Fort Herkimer, e portato via 150 capi di bestiame e 50 cavalli. Clinton temeva che gli insediamenti mohawk sarebbero stati distrutti o abbandonati se le loro difese non fossero state rafforzate e si offrì di chiamare in servizio ulteriori milizie su richiesta di Washington. Riferì inoltre che William Duer si stava preparando a inviare pane duro e carne salata alle truppe nella contea di Tryon, ma che nessuno degli avamposti presenti in quella zona disponeva di un edificio adatto a immagazzinare tali provviste.
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