Per modificare l'ordine di acquisto,
contattare la casa d'aste.
The reserve price is the minimum price accepted by the seller. Bidders cannot see this price. To win an item, you must place the highest bid and meet or exceed the reserve price.
Le iscrizioni sono chiuse per questa vendita. Non è possibile fare offerte.
Gli importi convertiti sono forniti solo a scopo informativo. Solo la valuta determinata per la vendita dalla casa d'aste è vincolante. È possibile selezionare una valuta diversa dalla pagina “Preferenze” nel proprio profilo.
Spese comprensive delle commissioni della casa d'aste e della piattaforma. Per maggiori dettagli, si prega di consultare le Condizioni Generali di Vendita della casa d'aste.
Luigi e Giuseppe Valadier (attrib.) Grande vaso neoclassico in alabastro e bronzo dorato Alabastro scolpito con montature in bronzo dorato e cesellato Di forma cilindrica, scolpito a rilievo con una ghirlanda di foglie di vite e grappoli d’uva, al centro della quale spicca una figura in bronzo dorato raffigurante una baccante danzante che suona i cimbali Il coperchio a cupola presenta decorazioni a cannelature e bordi vegetali, sormontato da una foglia in alabastro scolpito e da un’aquila in bronzo dorato che soggioga un serpente La parte inferiore del corpo è decorata con bordi vegetali e cannelature, con maschere bacchiche in bronzo dorato ai lati, raffiguranti figure maschili coronate da foglie di vite e grappoli d’uva Poggiato su un piede decorato con foglie d’acanto e su un alto piedistallo affusolato, scolpito a rilievo con trofei musicali tra cui un flauto di Pan, un tamburo e strumenti a fiato, con al centro un montaggio in bronzo dorato con anello circolare, campanelli e pendenti Roma, fine del XVIII secolo (restauri, lievi perdite e difetti) Altezza: 77,5 cm Il presente vaso appartiene alla tradizione degli oggetti decorativi romani ispirati all’antichità classica, sviluppatasi tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo e caratterizzata dalla combinazione di alabastro scolpito con montature in bronzo cesellato e dorato. Questo linguaggio stilistico trovò particolare espressione nell’opera di Luigi Valadier (1726-1785), proseguita dal figlio Giuseppe Valadier (1762-1839), nonché nella produzione di Francesco Righetti (1749-1819) e di suo figlio Luigi. L’insolita composizione architettonica del vaso, con il suo corpo cilindrico, il coperchio e il piedistallo rialzato, trova un interessante parallelo formale in un progetto per un reliquiario cilindrico attribuito a Luigi Valadier e datato intorno al 1760-1780, oggi conservato al Rijksmuseum (inv. RP-T-2015-42-22). Sebbene destinato a una funzione diversa, il disegno presenta una struttura comparabile e dimostra la presenza di questa soluzione formale nel repertorio associato a Valadier. L’ideazione del vaso potrebbe inoltre essere collegata al gusto per l’antichità classica diffuso attraverso le incisioni di Giovanni Battista Piranesi (1720-1778), in particolare la sua serie *Vasi, candelabri, cippi, sarcofagi, tripodi, lucerne ed ornamenti antichi, pubblicata a partire dal 1778, che comprende composizioni di vasi e recipienti cilindrici poggianti su piedistalli e che combinano riferimenti all’antichità con elaborati schemi ornamentali. La combinazione di alabastro intagliato con elementi figurativi e ornamentali in bronzo dorato trova paralleli in una coppia di vasi neoclassici attribuiti a Luigi e Giuseppe Valadier, messi all’asta da Christie’s, a Parigi, nel 2026. Si possono inoltre riconoscere affinità con l’opera di Francesco e Luigi Righetti, in particolare un vaso in alabastro e bronzo dorato affine al celebre Vaso di Warwick, venduto da Sotheby’s a Londra nel 2011. La decorazione segue un programma iconografico bacchico, con ghirlande di vite e grappoli d’uva, maschere di Bacco e una figura centrale in bronzo dorato raffigurante una baccante danzante che suona i cimbali. Quest’ultima richiama il repertorio delle figure femminili danzanti rappresentate negli affreschi rinvenuti a Pompei, con parallelismi iconografici tra gli affreschi raffiguranti menadi danzanti, tra cui un esempio proveniente dalla Casa del Naviglio, oggi conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La diffusione di questi modelli nell’ambito delle arti decorative neoclassiche è ulteriormente illustrata da una serie di dodici figure in bronzo dorato, probabilmente realizzate da Luigi Manfredini (1771-1840) e conservate al Metropolitan Museum of Art di New York, ispirate agli affreschi della cosiddetta Villa di Cicerone a Pompei. Il pinnacolo, raffigurante un’aquila che sottomette un serpente, attinge a un motivo iconografico classico ampiamente diffuso fin dall’antichità e spesso associato alla vittoria e al dominio sulle forze avversarie, successivamente incorporato nel vocabolario ornamentale del periodo neoclassico. La composizione architettonica, la ricchezza del repertorio ornamentale e la combinazione di alabastro scolpito con montature in bronzo dorato mostrano significative affinità con la produzione romana degli ultimi decenni del XVIII secolo, in particolare con l’opera di Luigi Valadier e la sua collaborazione con il figlio Giuseppe. Queste corrispondenze, insieme ai parallelismi formali e iconografici sopra individuati, avvalorano l’attribuzione proposta a Luigi e Giuseppe Valadier, sebbene finora non sia stato individuato alcun disegno o oggetto che corrisponda direttamente all’opera in questione.
La spedizione è facoltativa. Potete utilizzare un corriere di vostra scelta. Il prezzo indicato non include il prezzo del lotto o le diritti della casa d'aste.