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Coppia di candelabri a tre bracci in bronzo dorato in stile Impero Ciascuno con al centro una figura femminile alata che rappresenta la Vittoria, in piedi su un piedistallo quadrato e che regge i bracci a volute I bracci laterali sono decorati con motivi vegetali e terminano con becchi a forma di campana Il fusto centrale si erge tra le ali della figura ed è sormontato da un vaso all’antica con manici a volute, su cui è applicata una testa di lupo da cui fuoriescono fiamme e che sostiene la luce centrale Le basi sono decorate con lire e fregi a palmette e fogliame, e poggiano su piedini a sfera Probabilmente russi, San Pietroburgo, primo quarto del XIX secolo Ispirati a un modello attribuito a Claude Galle (1759-1815) Altezza: 51 cm La presente coppia di candelabri attinge al linguaggio decorativo sviluppatosi a Parigi all’inizio del XIX secolo a partire dai disegni di Charles Percier e Pierre-François-Léonard Fontaine, in cui figure femminili alate che personificano la Vittoria o la Fama svolgono una funzione sia scultorea che strutturale. Questo tipo di composizione fu adottato da alcuni dei principali bronzisti dell’epoca, tra cui Claude Galle (1759-1815) e Pierre-Philippe Thomire (1751-1843), e fu particolarmente apprezzato nella Russia imperiale. Il legame tra il presente modello e l’opera di Claude Galle è particolarmente evidente nell’uso di una figura femminile alata che regge sopra la testa un vaso o un’anfora, da cui si erge l’asse centrale del candelabro. Composizioni simili si riscontrano in diversi candelabri attribuiti a Galle, in cui figure femminili reggono vasi di forma classica sormontati da bracci portacandele. Tale associazione è ulteriormente avvalorata da un’altra coppia nota dello stesso modello, anch’essa in bronzo cesellato e dorato, con figure della Fama, teste di lupo da cui fuoriescono fiamme e lire applicate ai piedistalli, messa all’asta a Lille nel 2022 come «Modèle de Claude Galle». Altri dettagli, tuttavia, trovano parallelismi più stretti nel repertorio decorativo associato a Pierre-Philippe Thomire, in particolare l’uso di teste di lupo da cui emergono elementi collegati ai bracci portacandele. La presenza, all’interno di un unico disegno, di caratteristiche associate a diverse botteghe parigine è significativa se si considera una possibile origine russa. Durante i primi decenni del XIX secolo, le botteghe di San Pietroburgo non si limitavano a riprodurre modelli francesi, ma adattavano e combinavano motivi tratti dall’opera dei principali bronzisti parigini. La presenza in questa coppia di elementi associati sia a Galle che a Thomire potrebbe quindi riflettere questo processo di adattamento e reinterpretazione nell’ambito della produzione russa. La circolazione di tali modelli tra Parigi e San Pietroburgo è ben documentata. Sono noti candelabri russi realizzati su modelli di Claude Galle, tra cui una coppia databile intorno al 1820-1830 che incorpora maschere di segugi e combina elementi decorativi francesi e russi. Tale coppia è stata a sua volta ricondotta a un modello prodotto nella bottega di Galle per il mercato russo intorno al 1805. Anche l’opera dei bronzisti attivi a San Pietroburgo, tra cui Friedrich Bergenfeldt e Andrei Schreiber, dimostra l’uso diretto e l’adattamento di modelli francesi contemporanei. Anche le dimensioni della presente coppia, alta circa 50 cm, i loro piedistalli quadrati e l’uso di figure femminili alate trovano paralleli nei candelabri russi del primo quarto del XIX secolo. Nel loro insieme, queste caratteristiche tipologiche e la combinazione di motivi associati sia a Claude Galle che a Pierre-Philippe Thomire avvalorano una cauta attribuzione alla manifattura di San Pietroburgo, ispirata a modelli francesi e, più specificamente, a una composizione associata a Claude Galle.
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