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Manifattura dei primi anni del XVIII secolo. Secondo un modello di Stefano Maderno (ca. 1576-1636). «Ercole e il leone di Nemea», gruppo scultoreo in porcellana biscuit (25x27x23 cm) (presenta difetti, restauri e lievi perdite). Ercole è raffigurato nel pieno dello sforzo fisico mentre cavalca il leone, immobilizzandolo a terra con la gamba sinistra. Con le mani, afferra le fauci della bestia per spalancarle, conferendo alla scultura una complessa torsione a spirale che permette di apprezzare il gruppo da molteplici punti di vista. Il nostro gruppo deriva dal modello appartenente a un ciclo coerente di terrecotte dedicate alle fatiche di Ercole realizzate da Maderno nei primi anni Venti del Seicento (in particolare “Ercole e Caco” del 1621 e “Ercole e Anteo” del 1622, entrambi conservati anch’essi alla Ca’ d’Oro). In questo periodo l’artista, famoso per la sua monumentale Santa Cecilia in Trastevere, si specializzò nel trasformare la terracotta in un mezzo di espressione artistica autonomo e pregiato. IT Manifattura dell’inizio del XVIII secolo. Da un modello di Stefano Maderno (ca. 1576-1636). «Ercole e il leone di Nemea», gruppo in biscuit (cm 25x27x23) (difetti, restauri e piccole mancanze) Ercole è raffigurato nel pieno dello sforzo fisico mentre cavalca quasi a cavalcioni il leone, immobilizzandolo a terra con la gamba sinistra. Con le mani afferra le fauci della bestia per squartarle, imprimendo alla scultura una complessa torsione a spirale che permetteva di apprezzare il gruppo da molteplici punti di vista. Il nostro gruppo riprende il modello facente parte di un ciclo coerente di terracotte dedicate ai miti di Ercole eseguite da Maderno nei primi anni del 1620 (tra cui spiccano l’Ercole e Caco del 1621 e l’Ercole e Anteo del 1622, anch’esse conservate alla Ca’ d’Oro). In questa fase l’artista, celebre per la sua monumentale Santa Cecilia in Trastevere, si specializzò nella valorizzazione della terracotta come mezzo espressivo autonomo e prezioso.
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