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Antonio Aguatti (1790–1846) (attribuito) Micromosaico circolare raffigurante una gallina con i pulcini, montato su una scatola a cerniera in tartaruga, foderata internamente d’oro. Roma, primi anni del XIX secolo (micromosaico: diametro 5 cm; scatola: diametro 8 cm, altezza 2 cm) (lievi imperfezioni) Per un confronto con un micromosaico simile attribuito ad Aguatti, si veda il lotto 37 – Asta Christie’s n. 14226, Londra, 6 giugno 2017 – Le tessere estremamente fini utilizzate in questo esemplare suggeriscono che l’artista possa essere Antonio Aguatti, considerato uno dei più illustri artisti di micromosaico del suo tempo. Al suo studio, situato al numero 96 di Piazza di Spagna, viene anche attribuita l’invenzione della tecnica di fusione di diversi colori nel micromosaico, che conferiva all’opera una qualità più pittorica. Nel 1810 le sue opere furono esposte alla Mostra Capitolina delle «Opere d’arte e di industria romane», tenutasi sul Campidoglio, e dal 1832 fino alla sua morte, avvenuta nel 1846, fu professore di mosaico presso le officine vaticane, dove, tra gli altri, formò il famoso mosaicista Michelangelo Barberi (1783–1857) IT Antonio Aguatti (1790-1846) (attr.) Micromosaico circolare raffigurante una gallina con pulcini montato su una scatola in tartaruga incernierata e rivestita internamente in oro. Roma, inizio del XIX secolo (micromosaico d. cm 5; scatola d. cm 8, h. cm 2) (lievi difetti) Corredato da certificato di autenticità rilasciato dal CESAR - Centro Studi Archeometrici. Rif. CERT 2023 - 122 - 16/01/2023 Per un confronto con un micromosaico simile attribuito ad Aguatti, si veda il Lotto 37 - Asta 14226 di Christie's, Londra, 6 giugno 2017 - Le finissime tessere utilizzate in questo esempio suggeriscono che l'artista possa essere Antonio Aguatti, considerato uno dei più illustri artisti di micromosaico della sua epoca. Al suo studio, situato al numero 96 di Piazza di Spagna, si attribuisce anche l’invenzione della tecnica di fusione di diversi colori nel micromosaico, che conferiva all’opera una qualità più pittorica. Nel 1810 le sue opere furono esposte alla Mostra Capitolina delle «Opere d’arte e industria romane», tenutasi al Campidoglio, e dal 1832 fino alla sua morte, avvenuta nel 1846, fu professore di mosaico presso i laboratori vaticani dove, tra gli altri, formò il celebre mosaicista Michelangelo Barberi (1783-1857).