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MONGOLIA o TIBET Coppia di costumi da citipati per la danza rituale Tsam, ciascuno composto da una maschera, uno stendardo a ombrello, bandiere, un abito, un collare, un grembiule e stivali. Le maschere in rame argentato lavorate a sbalzo, con le tre orbite e la dentatura policrome, sono sormontate da una tiara ornata di teschi e ghirlande di perle di corallo (corallium rubrum), quarzo, turchese, agata e da uno stendardo di vittoria, e impreziosita da alette e stendardi ricamati con simboli di buon auspicio ai lati. Gli abiti in damasco tono su tono di seta gialla con motivi di draghi tra le nuvole sopra una fascia di lishui e picchi sacri. Uno con colletto in velluto nero. I grembiuli in seta, uno con decorazione ricamata, l’altro con applicazione (tib. gos.sKu) raffigurante il volto di Khroda incorniciato da una testa di Citipati tra le fiamme. Il collare a nuvole (Yunjian) in seta policroma. Stivali in velluto, pelle e pelle tinta. (Segni di usura, macchie di umidità sul rovescio, piccoli strappi). Maschere: H. 76 cm e 78 cm Stivali: H. 36 cm e 40 cm Provenienza: - Galleria Ashencaen and Leonov, Londra, anni 2000 - Collezione Ian Triay Lo Tsam è una forma di teatro danzato e mascherato originario del Tibet, le cui origini sono strettamente legate alle antiche pratiche religiose, in particolare alla tradizione Bön. Nelle loro forme primitive, queste danze svolgevano diverse funzioni rituali, quali la fertilità, l’espulsione delle forze malvagie, la protezione della comunità e la rappresentazione simbolica del trionfo del bene sul male. A partire dal VII secolo, con l’affermarsi del buddismo tibetano in Tibet, lo Tsam fu progressivamente integrato nelle pratiche religiose buddiste e reinterpretato. Le antiche danze acquisirono nuovi significati, servendo in particolare a rappresentare la vittoria del buddismo sulle forze considerate ostili al suo insegnamento, consentendo al contempo di ricordare ai fedeli i concetti di impermanenza, rinascita e ciclo delle esistenze. Dal punto di vista teatrale, le rappresentazioni dello Tsam possono assumere la forma di danze silenziose e mimiche, mentre alcune varianti prevedono dei dialoghi. I diversi ruoli mettono in scena una grande varietà di figure soprannaturali e mitologiche.Le rappresentazioni si svolgono generalmente all’aperto, nei cortili dei monasteri, e sono accompagnate da un’orchestra monastica che scandisce la danza con tamburi, cimbali, corni, trombe e conchiglie, i cui suoni contribuiscono al carattere solenne e spettacolare della cerimonia. Le maschere e i costumi costituiscono elementi essenziali dello Tsam. Molto colorati e riccamente decorati, raffigurano in particolare Yama, divinità associata alla morte, Mahakala e varie divinità protettrici, ma anche scheletri, cervi, bufali, Garuda e diversi spiriti. A seconda delle regioni, le maschere possono essere realizzate in cartapesta, metallo o legno. I costumi, particolarmente imponenti, sono decorati con ricami e perline e possono essere così pesanti da limitare notevolmente i movimenti dei ballerini. Nelle rappresentazioni dello Tsam, le maschere a forma di teschio e le figure scheletriche occupano un posto significativo nell’immaginario rituale. Sono associate principalmente alla morte, al mondo dei defunti e al ciclo delle rinascite. I «Signori del Cimitero», riconoscibili dalle loro maschere a forma di teschio, compaiono in particolare all’inizio di alcune rappresentazioni. La loro presenza ricorda agli spettatori la natura transitoria dell’esistenza umana e rimanda alle concezioni buddiste relative alla morte e alla rinascita. Possono essere messi in relazione con il Bardo, concepito come uno stato intermedio tra la morte e una nuova nascita. Riferimenti: - Esposto (senza i grembiuli) nell’ambito della mostra «Remember That You Will Die», Rubin Museum of Art, New York, 19 marzo - 9 agosto 2010. - Himalayan Art Resources, n. 205063
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