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FauveParis

118 - Vera Molnár (1924-2023)

Asta conclusa

Vera Molnár (1924-2023) Sainte Victoire, scomparsa nel 2002. Inchiostro su carta assorbente blu, con monogramma e data in basso a destra. 14,5 x 21 cm. Relazione sulle condizioni: Incorniciata Artista francese di origine ungherese (nata a Budapest), l’opera di Vera Molnár si basa sull’astrazione geometrica e sul minimalismo, cercando di creare un linguaggio visivo razionale, universale e privo di soggettività. Influenzata dal cubismo e dalle avanguardie, costruisce le sue composizioni a partire da forme semplici organizzate secondo regole sistematiche. Pioniera della programmazione informatica nell’arte, già dalla fine degli anni ’50 concepì una «macchina immaginaria», per poi utilizzare il computer come strumento creativo per generare variazioni di forme secondo programmi prestabiliti. Il suo lavoro si basa sulla combinazione tra rigore matematico e perturbazione volontaria, introducendo un leggero disordine, il suo caratteristico «1% di disordine». Attraverso questi procedimenti, esplora le relazioni tra ordine e caos, ripetizione e variazione, coinvolgendo una percezione attiva da parte dello spettatore. Il Museo Nazionale d’Arte Moderna di Parigi le ha dedicato, nel febbraio 2024, una mostra intitolata «Parler à l’œil». Nella mostra attualmente in corso al Grand Palais «Cézanne et nous», sono esposte 13 delle sue «variazioni sulla Montagna Sainte Victoire» di fronte alle opere del maestro; da ottobre 2026 a maggio 2027, il Victoria & Albert Museum di Londra dedicherà una grande mostra alla pioniera dell’arte informatica e generativa, «Degrees of Disruption», che riunisce oltre 50 opere che testimoniano il modo in cui l’artista ha utilizzato algoritmi, casualità, ripetizione e geometria per interrogarsi sulle possibilità della creazione artistica.

Testo tradotto da DeepL.
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