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Konstantin Dmitrievich BALMONT, alias Don (1867-1942) Lotto di 12 lettere autografe, 5 cartoline postali e una busta, indirizzate a Jurgis Kasimirovič BALTRUCHAITIS (1873-1944), in russo, scritte per lo più tra il 1912 e il 1914, una lettera datata 1916. -5 giugno 1913 «Jurgis, non ero arrabbiato, né prima né adesso, non è questo il termine giusto. Questo calo di morale, dovuto all’assenza di amici, è sopraggiunto 3-4 giorni dopo la grande gioia del mio arrivo, del mio trionfo e dei miei festeggiamenti (...) «Ma nel momento del terrore, amico mio, non verrò da te». Questo verso è mio. È con emozione che me lo ripeto in queste ultime settimane. Continuo a essere solo. Ti voglio bene, come sempre. Ma non scrivo, perché non ho nulla da dire. In questo momento non c’è nulla nella mia anima, se non amarezza. E a che serve mostrare l’amarezza!” «Jurgis, non sono arrabbiato e non mi sono arrabbiato: non è questa la parola giusta. Quel crollo spirituale che, a causa dell’assenza di amici, si è manifestato in me 3-4 giorni dopo la grande gioia del mio arrivo, della mia celebrazione e della mia festa, - questo strappo e questa caduta hanno avuto su di me un effetto così sconvolgente che ancora oggi ne sono stordito e non ci credo (?). So che ognuno canterà a modo suo, ma sapere e sentire sono due cose diverse. «Ma nel momento terribile, oh, caro amico, non verrò da te.» Questo è il mio verso. L’ho ripetuto con sentimento nelle ultime settimane. E ho continuato a rimanere solo. Ti amo, come sempre. Ma non scrivo – perché non ho nulla da scrivere. Nel mio cuore non c’è nulla ora, se non amarezza. E a che serve mostrare l’amarezza! Ti abbraccio fraternalmente.” -23 luglio 1913 Mosca È rimasto colpito dal teatro libero che J.K. Baltruchaïtis e i coniugi Mardjanov gli hanno mostrato, per il suo carattere raffinato e luminoso, e, intuendone il grande potenziale, vorrebbe dare il proprio contributo. «È già una settimana intera che non riesco a decidermi a scriverti. Con la mente mi rivedo in quegli incontri soleggiati degli ultimi due giorni della mia assenza di quattro settimane. Sono molto grato a te e ai Mardjanov per quelle impressioni raffinate e gioiose che mi avete regalato. L’intero Teatro Libero, così affiatato e pervaso da quell’atmosfera fresca tipica di un nuovo inizio, mi è sembrato qualcosa di primaverile, affascinante e stimolante per luminose fantasie poetiche. È vero, quando guardavo tutti quei volti intorno a me, attenti, cordiali e pieni di buona volontà, ho avuto la sensazione che qui potesse nascere qualcosa di vero, di degno, e mi sarebbe piaciuto, nei limiti delle mie forze, apportare una sorta di pietra preziosa – mi si profila in mente una sorta di dramma, che scriverò sicuramente. Porta i miei saluti ai Marjanov (non conosco né il nome né il patronimico né di lui né di lei, fammelo sapere) e a Podgaetsky. Scrivimi di te, di come stai. E non hai ricevuto forse qualche notizia da Razumnik? Sono in preda alla noia maoriana. E alla malinconia russa. Ti abbraccio." -17 agosto 1914, Soulac-sur-Mer Balmont augura a Jurgis Kasimirovič BALTRUCHAITIS di non essere stato mobilitato in questo inizio di guerra. La guerra gli suscita un solo rimpianto: quello di non poter partecipare lui stesso alla lotta contro i tedeschi, che considera i peggiori nemici. "Jurgis, fratello lontano, conservi ancora il volto pacifico del pensatore-poeta, o il Destino ti ha già rivestito con l'uniforme da soldato? Voglio credere che tu sia protetto da proiettili, bombe e colpi di sciabola o di baionetta. La Guerra Mondiale mi riempie l’anima di bellezza, e ho un solo rimpianto: non poter prendere parte direttamente a essa. I tedeschi
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