Calendario aste
1 / 11

Per modificare l'ordine di acquisto,
contattare la casa d'aste.

Asta conclusa
Paris Oise Enchères

247 - SCULTURA "DONNA IN PIEDI" di Katarzyna KOBRO (1898-1951)

Asta conclusa

SCULTURA "DONNA IN PIEDI" di Katarzyna KOBRO (1898-1951) Bronzo con patina nera, firmata e numerata "5/8" sul retro Timbro del fonditore "Clementi, cera persa". Fusione postuma Si allega un attestato della fonderia Clementi datato 18 aprile 2010, redatto dal sig. Gilbert Clementi. Provenienza: Collezione privata Dimensioni: 42 x 21 x 18 cm circa. Condizioni d’uso e di conservazione Bibliografia: - Modello in gesso con numero di riferimento 4 del 1935 (foto) Katarzyna Kobro (26 gennaio 1898 - 21 febbraio 1951) è stata un’artista polacca costruttivista. È nota per le sue sculture caratterizzate da superfici piane, talvolta curve, geometriche e colorate. La sua produzione è tuttavia molto più variegata. È una delle poche scultrici del periodo tra le due guerre e una delle più importanti. La maggior parte delle sue opere si trova al Museo Sztuki di Łódź. La sua opera è considerata parte del Costruttivismo, essendo stata inclusa nella mostra «Constructivism in Poland 1923-1936» del 1973, curata da Ryszard Stanislawski, direttore del Muzeum Sztuki di Łódź. Ha infatti rivoluzionato il pensiero scultoreo50. Si discosta dalla percezione della scultura come blocco, il che costituisce la novità del suo contributo. Sotto l’influenza del costruttivismo, essa rifiuta, in ambito artistico, l’individualismo, il soggettivismo e l’espressionismo, sostituendoli con un oggettivismo radicale delle forme. Il suo obiettivo era quello di realizzare opere astratte, fondate su leggi universali e oggettive, scoperte attraverso la sperimentazione e l’analisi. All’origine della concezione scultorea di Katarzyna Kobro si trova il concetto astratto di spazio infinito. Lo spazio così concepito è omogeneo e non possiede alcun luogo particolare, alcun punto di riferimento (come potrebbe essere, ad esempio, il centro in un sistema di coordinate). Partendo da questo presupposto, Kobro tende, attraverso le sue opere, a costruire proprio questa organizzazione dello spazio, affinché nella sua distribuzione spaziale non vi sia una frattura tra il blocco scolpito e l’ambiente circostante, ma che l’opera, coesistendo con lo spazio (o integrandosi in esso, se si preferisce), diventi più facile da cogliere. Da questa concezione di omogeneità dello spazio deriva, ovviamente, l’eliminazione della nozione di «centro» nella composizione, poiché ogni punto della scultura ha la stessa importanza degli altri. Nei suoi Nudi, in particolare quelli del 1925-27, da lei spesso esposti, e secondo Zenobia Karnica: il corpo è visto come un’«unità organica» nello spazio, con i propri limiti naturali (a differenza della composizione dello spazio (il concetto astratto della scultura moderna) priva di tali confini) ed è destinato a diventare parte integrante dello spazio infinito aprendosi ad esso, seguendo in tal modo le linee guida dell’Unismo. I Nudi, considerati da questo punto di vista, ci rivelano un aspetto che non è stato oggetto di alcuna ricerca nello studio della teoria dell’Unismo. Le opere più note di Kobro, conservate nel tempo o ricostruite, ci sono giunte come sculture astratte, sospese o appoggiate sui loro piedistalli, realizzate in vetro, legno e metallo verniciato. Fino alla fine della sua vita, ha realizzato anche dei Nudi con uno stile formale che si avvicina al cubismo. Le sculture d’avanguardia di Kobro furono presentate in occasione dell’inaugurazione del Museum Sztuki di Łódź nel 1931. Attualmente si trovano nella Sala Neoplastyczna (la sala dei neoplasticisti) del museo. Il Centre Pompidou di Parigi ha acquisito nel 1985 una delle Composizioni spaziali del 1928, a cui è stato attribuito il titolo di Scultura spaziale.

Testo tradotto da DeepL.
Fa fede solo la versione originale