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JOAQUÍN SOROLLA Y BASTIDA (Valencia, 1863 – Cercedilla, Madrid, 1923). “Spiaggia di Valencia”, 1905. Olio su cartoncino fotografico di Antonio García (suocero di Sorolla). Firmato nell’angolo in basso a sinistra. Corredato da un certificato di autenticità rilasciato dalla sig.ra Blanca Pons Sorolla. Numero di inventario BPS 3598. Opera riprodotta in: «Eight Essays on Sorolla», Volume II, Hispanic Society of America, 1909. p. 137, rif. 223. Opera riprodotta in: “Sorolla e Benlliure: pennellate di un’amicizia”, Centro Culturale Bancaja, Valencia (13 marzo – 26 luglio 2020). p. 95, rif. 157. Sul retro, un numero in rosso è stato barrato e sopra di esso è riportato il numero 223 in nero; il primo corrisponde alla sua partecipazione all’Esposizione di Parigi del 1906, mentre il secondo a quella di New York del 1909. Presenta lievi screpolature nell’angolo in alto a destra. Dimensioni: 10,5 x 16,5 cm, 26 x 32 cm (con cornice). Questo dipinto a olio, realizzato da Joaquín Sorolla nell’estate del 1905, raffigura varie figure e bambini che giocano sulla sabbia — forse i figli del pittore Joaquín e di María — secondo Blanca Pons Sorolla, immersi nella potente luce gialla di un tramonto mediterraneo — tema ricorrente per il maestro post-impressionista, che dedicò parte della sua opera alla pittura di genere sociale. Nella sua composizione accuratamente elaborata, che conserva tuttavia un certo tocco di spontaneità, Joaquín Sorolla completa la scena con una bambina vestita di tonalità rosa che si avvicina allo spettatore da destra, mentre un gruppo di bambini gioca in cerchio al centro della scena; a sinistra, alcune donne si dedicano alle faccende domestiche senza perdere di vista i bambini. Per Joaquín Sorolla, la spiaggia divenne un’ambientazione per la rappresentazione sociale, borghese e cosmopolita, piuttosto che un luogo di divertimento spontaneo. Nell’opera che presentiamo, Sorolla mantiene l’eleganza di questo tipo di composizione, raffigurando le figure vestite prevalentemente di bianco, con abiti leggeri ma eleganti. Le pennellate audaci — che, unite all’assenza di schizzi preparatori, conferiscono all’opera l’aspetto di uno studio preparatorio — sono due elementi che hanno portato Joaquín Sorolla ai vertici della scena artistica mondiale. Già durante gli anni scolastici, Joaquín Sorolla dimostrò una grande passione per il disegno e la pittura, frequentando i corsi pomeridiani di disegno tenuti dallo scultore Cayetano Capuz presso la Scuola degli Artigiani. Dopo aver ricevuto un premio al termine degli studi preliminari presso la Escuela Normal Superior, nel 1879 si iscrisse alla prestigiosa Scuola di Belle Arti di San Carlos a Valencia. Inoltre, durante i suoi soggiorni a Madrid nel 1881 e nel 1882, copiò dipinti di Velázquez, Ribera ed El Greco al Museo del Prado. Due anni dopo ottenne un grande successo all’Esposizione Nazionale di Belle Arti con un dipinto storico, il che lo incoraggiò a candidarsi per una borsa di studio per studiare all’Accademia Spagnola di Belle Arti a Roma. Raggiunto il suo obiettivo, Sorolla partì per Roma nel 1885, trascorrendo diversi mesi a Parigi prima di arrivare a destinazione. Nella capitale francese rimase colpito dai dipinti dei realisti e degli artisti che lavoravano en plein air. Terminato il suo soggiorno a Roma, tornò a Valencia nel 1889 e si stabilì a Madrid l’anno successivo. Nel 1892, Sorolla manifestò un nuovo orientamento nella sua arte, rivolgendo la propria attenzione alle tematiche sociali attraverso la rappresentazione della scena struggente di «¡Otra Margarita!», che fu premiata con una medaglia di prima classe all’Esposizione Nazionale e, l’anno successivo, all’Esposizione Internazionale di Chicago. Questa sensibilità sarebbe rimasta presente nella sua opera fino alla fine del decennio, evidente nelle sue rappresentazioni della costa valenciana. A poco a poco, tuttavia, il maestro valenciano si sarebbe allontanato dai temi dei bambini sfortunati presenti in «Triste herencia», opera che aveva vinto premi all’Esposizione Universale di Parigi del 1900 e all’Esposizione Nazionale di Madrid un anno dopo. Incoraggiato dal successo delle sue splendide immagini del Mediterraneo e ispirato dal suo amore per la luce e la vita delle sue spiagge inondate dal sole, concentrò le sue opere su queste scene — più gioiose e piacevoli — che gli avrebbero portato fama internazionale. Nel 1906 tenne la sua prima mostra personale alla Galleria George Petit di Parigi, dove dimostrò anche le sue doti di ritrattista. Nel 1908, l’americano Archer Milton Huntington, colpito dalla mostra dell’artista alla Grafton Gallery di Londra, cercò di acquisire due delle sue opere per la sua Hispanic Society. Un anno dopo, invitò personalmente Sorolla a esporre presso la sua istituzione, dando vita a una mostra nel 1909 che riscosse un enorme successo. Il rapporto tra Huntington e Sorolla portò alla commissione più importante della vita del pittore: la realizzazione delle immense tele destinate a illustrare le regioni della Spagna sulle pareti della Hispanic Society. Le sue opere sono attualmente esposte al Museo del Prado e al museo che porta il suo nome a Madrid, nonché al Metropolitan Museum of Art di New Yo
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