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UN MAGNIFICO NETSUKE ALTO IN LACCA NEGORO RAPPRESENTANTE DARUMA, EX COLLEZIONE ALBERT BROCKHAUS Non firmato Giappone, XVIII secolo, periodo Edo (1615-1868) Scolpito con grande forza, raffigura Daruma in piedi con il corpo leggermente ricurvo sotto le vesti voluminose. La testa calva e il volto espressivo sono lasciati in legno naturale levigato; l’espressione severa è caratterizzata da occhi infossati sotto sopracciglia folte, un naso largo, guance sporgenti e una bocca leggermente aperta che lascia intravedere i denti. La veste allungata ricade in pieghe audaci e profondamente intagliate ed è ricoperta da una lucente lacca rossa Negoro, ampiamente consumata fino allo strato sottostante nero e, in alcuni punti, al legno sottostante, creando una superficie riccamente variegata e un forte contrasto con il volto esposto. Himotoshi asimmetrico sul retro, con il foro più grande generosamente scavato per accogliere il nodo. ALTEZZA 10,7 cm Provenienza: Inaba Nanaho, Kyoto, 2 dicembre 1913. Ex collezione Albert Brockhaus, acquisita dalla precedente. Klefisch, 12 settembre 1992, Colonia, lotto 297. Ex collezione Frank Lapisch, acquisita dalla precedente. Albert Brockhaus (1855-1921) fu un eminente editore, studioso e collezionista di Lipsia che diresse, insieme al fratello, la celebre casa editrice F. A. Brockhaus. Raccolse una delle più importanti collezioni europee di netsuke dei primi tempi e fu autore di «Netsuke: Versuch einer Geschichte der japanischen Schnitzkunst», pubblicato per la prima volta nel 1905 e a lungo considerato un’opera fondamentale nel settore. Costituita con la sua caratteristica ambizione enciclopedica, la sua collezione abbracciava l’intera gamma di soggetti, materiali e scuole regionali dei netsuke. Frank Lapisch (1934-2002) fu un imprenditore tedesco e appassionato collezionista di netsuke che si recò per la prima volta in Giappone nel 1960 in qualità di campione tedesco di judo. In seguito, nel 1972, fondò ad Tokyo l’azienda di elettronica Alltec, approfondendo al contempo il suo interesse per l’arte e l’artigianato giapponesi. Dalla fine degli anni ’70 in poi, si dedicò allo studio e all’acquisizione di netsuke con crescente discernimento, documentando accuratamente gli acquisti effettuati presso case d’asta quali Lempertz e Klefisch. Mostrava una particolare predilezione per i primi “ur-netsuke”, apprezzati per l’espressività dell’intaglio e per la patina lucida e ben sviluppata derivante dall’usura. Condizioni: un piccolo intervento di restauro sull’orlo della veste sul retro. Per il resto, condizioni eccellenti con le tipiche tracce di usura dovute all’età. Il presente netsuke appartiene a un gruppo distintivo di netsuke figurativi antichi, insolitamente alti, in cui la forma scultorea drammatica è esaltata dall’applicazione selettiva di lacca rossa su fondo nero, in particolare sulle vesti voluminose. La lacca, che presenta una ricca patina da usura, contrasta in modo sorprendente con il legno naturale a vista del volto e di altri dettagli, esaltando il carattere espressivo dell’intaglio (si veda il confronto d’asta per un’altra opera appartenente a questo gruppo, probabilmente realizzata dallo stesso laboratorio del presente pezzo). La ceramica Negoro è caratterizzata dall’applicazione di lacca rossa su uno strato sottostante di lacca nera; la superficie superiore si consuma gradualmente con la manipolazione e l’uso prolungati, rivelando lo strato più scuro sottostante. Il nome deriva dal Negoro-ji, nell’odierna prefettura di Wakayama, un importante complesso monastico buddista storicamente associato alla produzione e all’uso di tali oggetti laccati. I motivi irregolari di usura che si sviluppano nel tempo sono stati particolarmente apprezzati per la ricchezza e l’individualità che conferiscono alla superficie. Confronto con altre aste: Si veda un netsuke in legno laccato dello stesso periodo raffigurante un facchino della strada Tokaido, probabilmente proveniente dalla stessa bottega, alto 5,7 cm, presso Bonhams, Netsuke dalla collezione di Joseph ed Elena Kurstin, 16 dicembre 2022, New York, lotto 1 (venduto per 21.675 USD, pari a circa 21.000 EUR convertiti e adeguati all’inflazione al momento della stesura del presente testo).
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