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Galerie Zacke

3 - UN IMPONENTE E MOLTO GRANDE INRO IN LACCA INTARSIATA A DUE VANI, INTITOLATO “QUAGLI E GUFO IN GABBIA”

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UN IMPONENTE E MOLTO GRANDE INRO IN LACCA INTARSIATA A DUE VANI, INTITOLATO “QUAGLI E GUFO IN GABBIA” Non firmato Giappone, XVIII-XIX secolo, periodo Edo (1615-1868) Di forma rettangolare eccezionalmente ampia e di sezione ovale, ingegnosamente concepito come una gabbia per uccelli, presenta uno sfondo laccato di nero finemente decorato in oro, argento e con tecniche iro-e takamaki-e e hiramaki-e, riccamente intarsiato con madreperla e impreziosito da foglia d’oro. Le scintillanti sbarre verticali della gabbia dividono la decorazione in registri stretti, racchiudendo su un lato un grande gufo con occhi intarsiati e sguardo fisso e piumaggio finemente delineato, mentre sul retro è raffigurata una coppia di quaglie strette l’una all’altra, le cui piume sono meticolosamente lavorate con texture contrastanti. La sezione inferiore è circondata da un’ampia fascia laccata d’oro finemente decorata con fogliame a volute e capolini di aogai sparsi, mentre i montanti laccati di rosso e il reticolo nella parte superiore completano l’illusione di una gabbia per uccelli elaborata. Gli scomparti interni sono rifiniti in nashiji con bordi in fundame dorato; lo scomparto inferiore è notevolmente più profondo di quello superiore. L’inro è accompagnato da un ojime in lacca tsuishu di dimensioni insolitamente grandi, profondamente intagliato con melograni tra un fitto fogliame, e da un grande netsuke kagamibuta in lacca tsuishu, intagliato con decorazioni figurative e con una placca d’argento incastonata raffigurante Hotei che regge un ventaglio. I componenti, dalle proporzioni generose, si adattano particolarmente bene alle dimensioni monumentali dell’inro. ALTEZZA 11,8 cm, LUNGHEZZA 11,5 cm (inro) LUNGHEZZA 4,6 cm (netsuke) Provenienza: Collezione Dorothy Ann Stevens di Netsuke e Inro di pregio, costituita tra gli anni ’40 e ’60. All’interno dello scomparto superiore è apposta un’antica etichetta manoscritta del collezionista, recante il numero di collezione 513 e indicante la data di acquisto del 2 giugno 1950 presso Glendining & Co, Londra. Una copia della corrispondente voce nel registro del collezionista, che registra il presente lotto come n. 513, accompagna il lotto. Dorothy Ann Stevens fu una collezionista di arte giapponese attiva durante la metà del XX secolo. Moglie del chimico, artista e collezionista Henry Potter Stevens (1875-1965), costituì una vasta collezione di netsuke, inro e accessori per fumatori. Ogni acquisizione veniva accuratamente documentata, le veniva assegnato un numero di inventario individuale e veniva sottoposta a studio scientifico. Molti oggetti della collezione furono acquistati sul mercato dell’arte londinese negli anni ’40 e ’50, comprese opere con provenienze precedenti di grande prestigio. Dorothy e Henry mantenevano collezioni strettamente correlate ma distinte e occasionalmente si scambiavano oggetti tra loro, poiché gli interessi di Henry erano particolarmente legati agli inro e quelli di lei ai netsuke. Conservata dalla famiglia Stevens per oltre mezzo secolo, la sua collezione costituisce una testimonianza significativa e ben documentata del collezionismo e dello studio delle arti miniaturistiche giapponesi in quel periodo. Condizioni: Ottime condizioni, con segni di usura prevedibili, tracce di manipolazione e utilizzo, minime perdite di foglia d’oro e intarsi, e lievi segni di sfregamento sulla lacca. Il netsuke presenta crepe dovute all’invecchiamento e perdite nella coppa tsuishu. L’ingegnoso disegno della gabbia per uccelli del presente inro riflette la diffusa cultura dell’allevamento degli uccelli nel Giappone del periodo Edo. Gli uccelli venivano allevati sia per il loro aspetto che per il loro canto, e le gabbie, realizzate con grande cura, diventavano oggetti decorativi a sé stanti. L’inclusione di un gufo è particolarmente insolita: i gufi si incontrano raramente nell’immaginario giapponese delle gabbie per uccelli, che più comunemente raffigura quaglie e piccoli uccelli canori. I suoi grandi occhi fissi e la forma imponente conferiscono alla composizione un carattere sorprendentemente inaspettato, in contrasto con la coppia di minuscole quaglie rannicchiate insieme sul retro. L’artista ha abilmente trasformato l’intero inro nella gabbia stessa, con le sbarre scintillanti in madreperla che si estendono su entrambe le facce e racchiudono visivamente gli uccelli al loro interno. Le dimensioni eccezionali di quest’opera la distinguono ulteriormente dagli inro convenzionali. Con un’altezza di 11,8 cm e una larghezza di 10,8 cm, e uno scomparto inferiore notevolmente più profondo, è stato probabilmente concepito come un inro da conservazione, in grado di contenere molto più di un normale astuccio portatile per medicinali. I suoi netsuke ojime e kagamibuta, di dimensioni insolitamente grandi, sono stati evidentemente scelti per completare queste proporzioni monumentali, dando vita a un insieme straordinariamente imponente e visivamente coerente. Confronto con altre aste: Si confronti un inro intarsiato a tre scomparti simile, a forma di gabbia per uccelli, probabilmente opera di Shunsho IX, alto 8,6 cm, presso Bonhams, Fine Japanese Art, 10 novembre 2016, Londra, lotto 157 (venduto per 11.250 GBP, pari a circa 18.000 EUR convertiti e adeguati all’inflazione al momento della stesura del presente testo).

Testo tradotto da DeepL.
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Asta

Netsuke e Sagemono di pregio
venerdì 6 novembre
01:00 PM
Zelinkagasse 6
1010 Vienna, Austria

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