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269 - Antonio Sisteré de HERNANDEZ (1854- ?) Ritratto di Charles Cordier (1827-1905) Olio su tela raffigurante il famoso scultore Charles Cordier nel suo atelier. È raffigurato seduto, riccamente vestito e adornato, decorato con la Legion d’Onore, con in mano un oggetto in terracotta e una spatola. Sotto l’opera, un libro di Charles Cordier intitolato *Sculpture Ethnographique*. A.: 95 cm; L.: 70 cm

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Antonio Sisteré de HERNANDEZ (1854- ?) Ritratto di Charles Cordier (1827-1905) Olio su tela raffigurante il famoso scultore Charles Cordier nel suo atelier. È raffigurato seduto, riccamente vestito e adornato, decorato con la Legion d’Onore, con in mano un oggetto in terracotta e una spatola. Sotto l’opera, un libro di Charles Cordier intitolato *Sculpture Ethnographique*. A.: 95 cm; L.: 70 cm Cenni storici: Charles Cordier (1827-1905) è uno scultore francese che, dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Parigi nel 1846, entrò nell’atelier di François Rude, eminente scultore della prima metà del XIX secolo. Charles Cordier svilupperà rapidamente un interesse per l’etnografia dopo l’incontro con uno schiavo, Saïd Enkess, appena liberato, che diventerà suo modello professionista. Si specializzerà nell’orientalismo. La sua opera viene riconosciuta al Salon del 1848, anno dell’abolizione della schiavitù, grazie al busto di Saïd Abdallah, della tribù dei Mayac, del Regno del Darfur. La regina Vittoria acquisterà questo bronzo in occasione dell’Esposizione Universale del 1851. Cordier non smetterà mai di viaggiare attraverso l’Italia, l’Algeria, la Grecia o ancora l’Egitto per perfezionare i suoi studi etnografici. Nel 1858 pubblicherà una raccolta di fotografie, realizzate da Marville, delle sue opere; intitolata *Sculpture Ethnographique*. L’obiettivo di Charles Cordier è quello di ottenere effetti policromi, per cui utilizzerà numerosi materiali: marmo di Paros, onice intagliato per i drappeggi, smalti su rame, argento e oro. A volte tinge i marmi di Carrara, ma applica anche pietre semipreziose. Il suo lavoro di precisione e di ricerca etnografica nei suoi busti e ritratti è molto apprezzato. Al Salon del 1863, perfeziona la sua leggendaria policromia grazie al busto «Donna ebrea algerina». Quest’ultima sarà acquisita dall’imperatrice Eugenia per il suo museo cinese a Fontainebleau. L’opera orientalista ed eclettica di Charles Cordier durante il Secondo Impero lo renderà uno dei pionieri del realismo etnografico.

Testo tradotto da DeepL.
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