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Cornelis SAFTLEVEN (Gorkum, 1607 - Rotterdam, 1681) L'arca di Noè Pannello di quercia, tre assi, non incollato Altezza: 73,2 cm Larghezza: 106,5 cm Firmato in basso a sinistra. Formatosi ad Amsterdam sotto la guida del padre, il paesaggista Herman I, Cornelis Saftleven si recò probabilmente ad Anversa intorno al 1632. Dipingeva paesaggi ai quali Rubens (che possedeva otto dipinti di Saftleven) aggiungeva delle figure. Ad Anversa, si familiarizza con le opere di Brouwer e di Teniers. Si trova a Utrecht con suo fratello Herman due anni dopo, per poi tornare a Rotterdam nel 1637. Viene nominato decano della Gilda di San Luca di quella città nel 1667. La nostra composizione illustra l’episodio biblico dell’ingresso degli animali nell’arca. Una moltitudine di animali – cavalli, bovini, capre, cani, gatti, scimmie, uccelli e altre specie – si raduna in primo piano e raggiunge l’arca attraverso una passerella. Noè appare vicino all’ingresso, accogliendo gli animali. La profusione di specie costituisce qui uno dei principali punti di forza della scena e testimonia la notevole attenzione di Saftleven all’osservazione e alla rappresentazione del mondo animale. Il trattamento della luce e del cielo conferisce all’episodio biblico una dimensione teatrale: il paesaggio sembra preannunciare l’imminente diluvio, mentre l’arca, imponente, domina la composizione. In Saftleven, il soggetto religioso diventa così anche un’occasione per mettere in scena una vera e propria «enciclopedia animale», con una grande varietà di posizioni, texture e caratteri. Un’altra versione dell’Arca di Noè di Saftleven è stata messa all’asta a Parigi, (Millon et associés) il 24 giugno 2005, n. 14 (42,5 x 53, firmata e datata 1660; W. Schutz, Cornelis Saftleven; New York 1978, n. 536).