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Arti decorative - Gioielli e Emil Sommé, Paul Sommé, Emil e Paul. Raccolta di bozzetti di gioielli dei gioiellieri di corte reali prussiani, i fratelli Sommé, Breslavia, dal tardo Biedermeier allo storicismo. Con 194 disegni (alcuni piegati) a inchiostro, acquerello, guazzo e matita, in parte con rifiniture in bianco e oro, su cartoncino, velina e carta velina, in parte su fondo nero, rosso scuro o marrone dorato. Breslavia e Berlino, ca. 1839-1895. Formati da ca. 6,5 x 4 cm a 22,5 x 10 cm. In parte firmati, datati e numerati, tra cui «Emil. Sommé» o «Paul Sommé» con l’annotazione «Berlino 1882». Un foglio reca il sigillo dell’Ufficio degli orafi di Berlino. Rilegatura contemporanea in marocchino rosso con bordi interni dorati, risguardi in carta marmorizzata. Rainer Lemor, Rainer Sachs: Mezzaluna e Sole, vol. 2: I gioiellieri, gli orafi e gli argentieri di Breslavia 1888-1945. Kassel 2011. - Hintze, Gli orafi di Breslavia, 1906. - Cfr. Christie's, Important Jewellery, Vendita 7286, Lotto 112 (diadema nel cofanetto dei fratelli Sommé e successori) - Una collezione estremamente rara e completa illustra il repertorio stilistico dei gioiellieri di corte e di una delle principali aziende di gioielleria della Slesia nell’arco di quasi cinque decenni. I modelli, realizzati con grande raffinatezza e ricchezza di dettagli, partono da spille a forma di fiori naturalistici, alcune delle quali terminano con frange mobili in stile «en pampille». Seguono ciondoli e orecchini in stile Holbein con medaglioni smaltati, nonché collane di brillanti e rivières. Il culmine è rappresentato dai diademi cerimoniali: diademi a stella con sette o tre stelle affiancano diademi con rosette floreali o un cartiglio centrale. Facevano parte del guardaroba dell’epoca anche le nove varianti di aigrette, le spille a lira e le spille da bavero, un grande ornamento da petto a festone come «devant de corsage», nonché monogrammi, fiocchi e spille ritratto con cammei o miniature. I corpi celesti costituiscono un tema a sé stante. Mezzalune, soli, stelle e comete erano tra i motivi preferiti nei gioielli della fine del XIX secolo. Per quanto riguarda l’incastonatura delle pietre preziose, domina il diamante. Sono rappresentate soprattutto pietre con taglio antico, che spiccano come grandi solitari al centro delle stelle e delle rosette. I raggi e i viticci sono riempiti con piccole rose e diamanti a taglio semplice. Nei diademi si aggiungono pietre squadrate a taglio cuscino e carré, nonché pendenti a forma di goccia che oscillano liberamente. Le rivières sono costituite da brillanti a taglio antico di dimensioni graduate in montatura singola; in una variante sono presenti anche piccole rosette composte da più pietre. Le pietre colorate aggiungono accenti mirati. Ad esempio, un ciondolo presenta uno zaffiro ovale, probabilmente a cabochon, incastonato in una cornice di brillanti sopra una coppia di uccelli. Nell’arco interno delle aigrette a mezzaluna si trova una fila di piccoli zaffiri, mentre i monogrammi e una punta di freccia sono incastonati con rubini o granati tagliati con precisione (calibré). Al centro di un ciondolo neobarocco spicca uno smeraldo, probabilmente a taglio a gradini, mentre un anello presenta una testa realizzata con turchesi a forma di fiore di nontiscordardime. I ciondoli in stile Holbeinesque sono i più ricchi di colori: un cabochon rosso ovale si abbina a una pietra a tavola incolore e a smalti nei toni del blu, del rosa e del bianco; nella parte inferiore pendono perle a forma di pendolo. Le perle compaiono inoltre in spille a mezzaluna e a quadrifoglio, nonché come terminali di frange. Anche le tecniche di incastonatura riproducono i disegni con estrema precisione. A quanto pare è prevista la montatura, all’epoca usuale, in argento su oro. Il lato frontale in argento fa apparire bianchi i diamanti, mentre il retro in oro conferisce stabilità al pezzo. Le pietre di grandi dimensioni sono incastonate in montature a chaton e a griffe, mentre quelle angolari del diadema sono incastonate in montature a cassetta. I raggi e le foglie sono incastonati densamente a pavé. Molti bordi sono finemente punteggiati, il che indica la presenza di «millegriffes», ovvero bordi costituiti da minuscoli granelli di metallo. È degno di nota il fatto che questo bordo compaia già prima dei gioielli in platino della Belle Époque. Molti elementi sono lavorati à jour, ovvero a giorno e trasparenti alla luce dal retro. Le file di pietre sono raffigurate con incastonature a filo. Per alcuni rami fioriti è ipotizzabile una montatura en tremblant su molle a spirale, in cui i fiori tremolano quando il gioiello viene indossato, anche se i disegni da soli non lo confermano. Nei ciondoli e nei monogrammi neorinascimentali è raffigurato lo smalto colorato, presumibilmente smalto a cavità (champlevé) e smalto su superficie plastica (en ronde bosse). Le aigrette presentano un supporto per le piume. Le stelle e i bouquet erano in parte probabilmente rimovibili e potevano essere indossati a scelta come diadema, ornamento per capelli o spilla. La famiglia Sommé era originaria della Svezia. Samuel Jacob Somme, nato nel 1768, era figlio di un ispettore generale svedese. Nel 1794, a Breslavia, ottenne il titolo di maestro artigiano e la cittadinanza grazie a un paio di orecchini con rosette come capolavoro. L’attività artigianale fu portata avanti dai suoi figli. Christian Friedrich Wilhelm Robert, nato nel 1805, acquisì