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Medioevo Passione di santa Felicitas e dei suoi sette figli, con l’inizio di un’esegesi. Manoscritto latino su pergamena. Minuscolo tardo-carolingio-romanico con tendenze primo-gotiche. 27 righe. Dimensioni del testo: 32 x 20 cm. Dimensioni del foglio: 38 x 25,5 cm. Probabilmente Germania meridionale/Austria, 1150-1200. Note paleografiche: la scrittura del foglio è una minuscola tardo-carolingia-romanica con tendenze primo-gotiche. Non è ancora presente una Textura quadrata matura. Un’unica mano principale, dalla grafia uniforme, l’ha trascritta in due colonne di circa 27 righe ciascuna. Il tratto è arrotondato e tranquillo, la separazione delle parole è chiara e i tratti terminano in modo semplice o con un leggero ispessimento. Manca una rottura sistematica delle curve, ma si notano sporadiche fusioni di curve (ad esempio in «de» o «pp»), che indicano una fase di transizione. Sono caratteristiche le legature ct e st, l’alternanza tra la s lunga all’interno della parola e la s arrotondata alla fine della parola, nonché una a prevalentemente a due piani. La d appare sia in forma onciale che in forma diritta. L’abbreviazione è moderata, soprattutto con trattini nasali e anelli di abbreviazione (ad esempio «dm¯», «dñ», «omñ»). I nomina sacra sono riportati nella forma «xpm» e «xpi». A questi si aggiungono il segno «et» e l’abbreviazione in apice per «con-» o «-us». Come punteggiatura si utilizzano il punto e il punctus elevatus (punto sopraelevato come segno di una pausa semantica media). Per quanto riguarda il contenuto: Conclusione di una *Passio*, probabilmente quella di santa Felicitas e dei suoi sette figli (identificazione provvisoria, senza confronto con il *BHL*). Il testo si interrompe all’inizio della pagina. Contiene l’interrogatorio di Martialis, il quale rifiuta il culto degli idoli e annuncia la punizione dei pagani nel fuoco eterno. Successivamente, l’imperatore Antonino consegna i fratelli a diversi giudici. Questi li uccidono con fruste di piombo, bastoni e facendoli precipitare nell’abisso, e anche la madre viene decapitata. Il testo si conclude con l’affermazione che tutti sono diventati vincitori e martiri di Cristo. Recto, colonna di destra: dopo la conclusione di una precedente dossologia segue una nuova iscrizione rubricata in rosso («Incipit expositio.») con iniziale rossa. La rubrica è leggibile solo in parte; è possibile, ma non certo, un riferimento a Gregorio. Il testo è un sermone o un’esegesi basata su Tob 12,7 («È bene nascondere il segreto del re»). Cita Rom 8,29 e Rom 11,33 e interpreta tipologicamente Mosè, la figlia del Faraone, il passaggio attraverso il Mar Rosso, l’acqua dalla roccia e la promulgazione della Legge sul Sinai come figure prefigurative. - Leggermente ingiallito e macchiato. Medievale - Passio delle sante Felicità e dei suoi sette figli, con l’inizio di un’esegesi. Manoscritto latino su pergamena. Minuscolo tardo carolingio-romanico con tendenze gotiche primitive. 27 righe. Area scritta: 32 x 20 cm. Dimensioni del foglio: 38 x 25,5 cm. Probabilmente Germania meridionale/Austria, 1150-1200. Sulla paleografia: la scrittura del foglio è una minuscola tardo-carolingia-romanica con tendenze primo-gotiche. Non è ancora presente una textura quadrata pienamente sviluppata. È stata scritta da un’unica mano principale, in modo uniforme, su due colonne di circa 27 righe ciascuna. Il ductus è arrotondato e tranquillo, la separazione delle parole è chiara e i tratti terminano in modo netto o con un leggero ispessimento. Non si riscontra una rottura sistematica delle curve, ma la fusione occasionale degli archi (ad esempio in «de» o «pp») indica una fase di transizione. Caratteristiche distintive sono le legature ct e st, l’alternanza della s lunga all’interno delle parole e della s rotonda a fine parola, nonché una a prevalentemente a due compartimenti. La d compare sia in forma onciale che in forma diritta. L’uso delle abbreviazioni è moderato, principalmente con tratti nasali e anelli di abbreviazione (ad esempio «dm¯», «dñ», «omñ»). I nomina sacra compaiono come «xpm» e «xpi». Vi sono inoltre il segno «et» e l’abbreviazione in apice per «con-» o «-us». La punteggiatura è costituita dal punto e dal punctus elevatus (punto sopraelevato che indica una pausa mediana). Per quanto riguarda il contenuto: conclusione di una Passio, probabilmente di Santa Felicità e dei suoi sette figli. Il testo si interrompe nella parte superiore della pagina. Contiene l’interrogatorio di Martialis, il quale rifiuta il culto degli idoli e annuncia la punizione dei pagani nel fuoco eterno. L’imperatore Antonino consegna quindi i fratelli a vari giudici, i quali li uccidono con flagelli e mazze appesantiti di piombo e gettandoli giù da un precipizio; anche la madre viene decapitata. Il testo si chiude con l’affermazione che tutti divennero vincitori e martiri di Cristo. Recto, colonna di destra: dopo la fine di una precedente dossologia segue un nuovo testo con una rubrica rossa («Incipit expositio.») e un’iniziale rossa. La rubrica è leggibile solo in parte; è possibile, ma incerto, un collegamento con Gregorio. Il testo è un sermone o un’esegesi basata su Tobia 12,7 («È bene custodire il segreto di un re»). Cita Romani 8,29 e Romani 11,33 e interpreta tipologicamente Mosè, la figlia del Faraone, l’attraversamento del Mar Rosso, l’acqua dalla roccia e la consegna della Legge sul Sinai come prefigurazioni. Condizioni: Leggermente b