Per modificare l'ordine di acquisto,
contattare la casa d'aste.
Medioevo Frammento di un breviario latino con testi tratti dalla leggenda di Santa Cecilia e da un’omelia di Beda. Manoscritto in rosso e nero su pergamena. 28 righe. Area di scrittura ca. 6,5 x 9,5 cm, dimensioni del foglio ca. 9 x 12,5 cm. Carattere gotico Textualis in due dimensioni, inchiostro marrone scuro, rubriche in rosso. Doppio foglio, pagine. Riutilizzato come carta di scarto per la rilegatura, con ritagli rettangolari per gli incavi della legatura di una rilegatura del primo periodo moderno. Ritagliato su un lato, macchiato, con segni di tarli e perdite di testo. Francia settentrionale, area della Germania settentrionale, ca. 1270-1330. Provenienza: lascito di un rilegatore. - Frammento di carta di rilegatura proveniente da una copertina. - Note paleografiche: caratteri gotici textualis in inchiostro marrone scuro, in due dimensioni. La scrittura è regolare, compressa lateralmente e spigolosa, con steli spezzati, ascendi a forma di fiocco e minime accentuate e fitte. Queste caratteristiche contraddistinguono la Textualis settentrionale e la distinguono dalla Rotunda più arrotondata dell’Italia e dell’Europa meridionale. Numerose abbreviazioni, rubriche, caratteri lombardi e segni di paragrafo in rosso. Piccoli inserti in notula. La grafia, il formato ridotto e la decorazione indicano una origine a nord delle Alpi, molto probabilmente nel nord della Francia o nell’area dell’Alta Germania, intorno al 1300. Per quanto riguarda il contenuto: il manoscritto tramanda letture liturgiche tratte dalla Passio di Santa Cecilia, tra cui brani relativi a Valeriano, l’antifona «Cantantibus organis» e la preghiera «Domine Iesu Christe, seminator casti consilii». Tra queste si inserisce un ampio brano dell’omelia LXXI di Beda, «In solemnitate Omnium Sanctorum». La sequenza della Passio di Cecilia e dell’omelia di Beda corrisponde all’ordine del santorale di novembre (da Ognissanti a Cecilia) e indica un breviario con un proprio dei santi completo. - Cecilia è una delle martiri romane più venerate. Fin dal primo Medioevo è stata venerata come patrona della musica, della verginità e delle nozze spirituali. La sua Passio è in parte apocrifa, ma era molto diffusa e fino al IX secolo entrò a far parte dell’uso liturgico. Le omelie di Beda (ca. 673-735), in particolare quelle dedicate alle feste solenni, rimasero per secoli letture standard nelle comunità monastiche. La presenza di entrambi i testi in questo frammento fa supporre che si tratti di un breviario o di un omiliario, redatto per una comunità che nutriva una particolare venerazione per Santa Cecilia e che aveva accesso all’opera omiletica di Beda. Medioevo. - Frammento di bifolio di un breviario latino con testi tratti dalla leggenda di Santa Cecilia e un’omelia di Beda. Manoscritto in rosso e nero su pergamena. 28 righe. Spazio scritto circa 6,5 x 9,5 cm, dimensioni del foglio circa 9 x 12,5 cm. Carattere gotico textualis in due dimensioni, inchiostro marrone scuro, rubriche in rosso. Bifoglio, pagine mancanti non numerate. Riutilizzato come scarto di rilegatura, con ritagli rettangolari per le fessure di sostegno della cucitura di una rilegatura dell’età moderna. Rifilato su un lato, macchiato, tarlato, con perdite nel testo. Francia settentrionale o regione della Germania settentrionale, ca. 1270-1330. Provenienza: lascito di un rilegatore. Frammento di scarto di rilegatura proveniente da una rilegatura. Paleografia: caratteri gotici textualis in inchiostro marrone scuro, in due dimensioni. La scrittura è regolare, compressa lateralmente e angolare, con steli spezzati, ascendenti ad anello e minime enfatiche e ravvicinate. Queste caratteristiche contraddistinguono il textualis settentrionale e lo distinguono dalla rotunda più arrotondata dell’Italia e dell’Europa meridionale. Numerose abbreviazioni, rubriche, iniziali lombarde e segni di paragrafo in rosso. Piccole aggiunte in notula. La grafia, il formato ridotto e la decorazione suggeriscono una produzione a nord delle Alpi, molto probabilmente nella Francia settentrionale o nella regione della Germania settentrionale, intorno al 1300. Contenuto: il frammento riporta letture liturgiche tratte dalla Passio di Santa Cecilia, compresi brani riguardanti Valeriano, l’antifona Cantantibus organis e la preghiera Domine Iesu Christe, seminator casti consilii. Tra questi si trova una sezione più ampia dell’Omelia LXXI di Beda, In solemnitate Omnium Sanctorum. La sequenza della Passio di Cecilia e dell’omelia di Beda corrisponde all’ordine del santorale di novembre (da Ognissanti a Cecilia) e rimanda a un breviario con un proprio completo dei santi. Cecilia è una delle martiri romane più venerate. Fin dall’alto Medioevo fu venerata come patrona della musica, della verginità e del matrimonio spirituale. La sua Passio è in parte apocrifa, ma fu ampiamente diffusa ed entrò nell’uso liturgico già nel IX secolo. Le omelie di Beda (ca. 673-735), in particolare quelle dedicate alle feste principali, rimasero per secoli letture standard nelle comunità monastiche. Questo lotto è soggetto a tassazione secondo le norme vigenti. Sul prezzo di aggiudicazione si applica una commissione del 24,95%, mentre sull’importo finale della fattura si applica l’IVA al 7% (libri, arte) o al 19% (manoscritti, serigrafie, stampe offset, fotografie) nell’Unione Europea. Quest’opera è soggetta al regime del margine normale. Sul prezzo di aggiudicazione si applica un premio d’asta del 24,95% e, sull’importo finale della fattura, il 7% (libri e opere d’arte) o il 19% di IVA (manoscritti, serigrafie, stampe offset, fotografie).