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Giurisprudenza - Libri di diritto Afflitto, Matteo de Tabellae novae decisionum (e) Decisiones Neapolitanae. 2 parti in 1 volume. Con 2 bordature illustrative del frontespizio incise su legno, un’incisione su legno nel corpo del testo, numerose iniziali xilografiche e 2 marchi tipografici xilografici, frontespizi stampati in nero e rosso. Lione, S. Vincent, 1533 (nel colophon finale 1532). 4°. 42 fogli non numerati, 242 fogli. Rilegatura in pelle marrone su 5 nervature con filetti in rilievo e fioroni agli angoli sui coperchi. (Segni di usura, ammaccature, angoli screpolati, segni di graffi e scalfitture, capitelli con parti mancanti del rivestimento, giunture allentate). Rara raccolta giuridica sui pareri e le decisioni relative a casi importanti del Consiglio di Napoli. - Non presente in Adams e Brunet, Coing e VD16 (lì solo ed. tardiva), - Cfr. Stolleis (2ª ed.) Pag. 159 - Matteo D'Afflitto (ca. 1447-1523) conseguì nel 1468 il dottorato in diritto canonico e romano presso l’Università di Napoli e svolse l’attività di avvocato e consulente legale. A partire dal 1490 ricoprì cariche giudiziarie presso la Camera Summaria e la Cura Vicaria e, dal 1495 al 1501, fu membro del Consiglio Reale di Napoli. Come la maggior parte dei giuristi napoletani del suo tempo, D’Afflitto si dedicò esclusivamente al diritto feudale e allo ius patrium, il diritto locale napoletano. Fu uno degli ultimi esponenti di un’influente scuola di giuristi napoletani che, fin dal XIII secolo, aveva fornito all’Europa numerose opere scientifiche sul diritto feudale. - Nome e annotazioni sul risguardo, primo foglio di titolo con 2 piccole macchie d’inchiostro e leggermente ingiallito, lievi segni d’umidità sui bordi, prime pagine con lievi macchie d’umidità sul bordo esterno, ultime pagine con lievi segni d’umidità sul bordo superiore. Raro volume giuridico che raccoglie i pareri e le decisioni relative a casi significativi trattati dal Consiglio di Napoli. Non presente in Adams e Brunet, Coing o VD16 (che elenca solo un’edizione successiva). Cfr. Stolleis, 2ª ed., p. 159. Matteo D’Afflitto (c. 1447-1523) conseguì il dottorato in diritto canonico e romano presso l’Università di Napoli nel 1468 ed esercitò la professione di avvocato e consulente legale. Dal 1490 in poi ricoprì cariche giudiziarie presso la Camera Summaria e la Cura Vicaria, e dal 1495 al 1501 fu membro del Consiglio Reale di Napoli. Come la maggior parte dei giuristi napoletani del suo tempo, D’Afflitto si dedicò esclusivamente al diritto feudale e allo ius patrium, il diritto autoctono di Napoli. Fu tra gli ultimi esponenti di un’influente scuola di giuristi napoletani che, a partire dal XIII secolo, aveva fornito all’Europa numerose opere scientifiche sul diritto feudale. Nome e annotazioni sulla pagina di guardia anteriore, primo foglio di titolo con due piccole macchie d’inchiostro e qualche segno di ingiallimento, lievi macchie d’acqua; prime pagine con lievi macchie d’acqua marginali lungo il bordo esterno; ultime pagine con alcune macchie d’acqua nel margine superiore.
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