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Scienze naturali - Cosmologia Macrobio, Ambrogio Teodosio In *Somnium Scipionis*, Libro II, *Saturnaliorum*, Libro VII. Con vignetta xilografica di copertina, 6 xilografie schematiche nel testo e 1 mappa del mondo xilografata nel testo. Lione, Pganus, 1560. 567 pagine, 35 fogli. Rilegatura in pelle dell’epoca con supralibros araldico (ammaccata, dorso restaurato e rifatto). Edizione successiva, con la stessa collazione dell’edizione del 1550 di Gryphius. - Adams M 69 - Baudrier IV, 281 - Ebert 12716 - Con la mappa del mondo apparsa per la prima volta nel 1483 (p. 144, ca. 8 x 8 cm), raffigurante il mondo degli antipodi, una cosiddetta mappa delle zone o climatica, che mostra un continente a sud del Vecchio Mondo (Shirley 13). - Il volume riunisce le uniche due opere giunte fino a noi del neoplatonico tardoantico Macrobio (circa 400 d.C.): il commento in due volumi al «Somnium Scipionis» di Cicerone, la famosa visione onirica di Scipione alla fine del suo "De re publica", nonché le "Saturnalia" in sette libri, una conversazione immaginaria tra uomini colti nella casa di Vettio Pretestato durante i Saturnali, che raccoglie una ricchezza di conoscenze antiquarie, mitologiche e grammaticali. Il commento al «Somnium Scipionis» è uno dei testi cosmologici più influenti del Medioevo e della prima età moderna e contiene la teoria di Macrobio sulle zone climatiche, nonché la sua famosa visione del mondo con l’ipotetica terra opposta (Antichthon o Antipodi), che avrebbe dovuto fungere da contrappeso alla nota massa continentale settentrionale. La presente edizione illustra tutto ciò con i caratteristici sei diagrammi schematici sulla teoria delle sfere e sulle zone climatiche, nonché con la piccola mappa circolare del mondo che suddivide la Terra nelle cinque zone : la «Temperata Nostra» abitabile, le zone fredde inabitabili «Frigida» ai poli e la zona equatoriale «Perusta» — e che riprende così la formula iconografica tramandata sin dall’Editio princeps di Brescia del 1483, la quale contribuì in modo determinante alla diffusione della teoria degli antipodi nel Rinascimento. In parte leggermente ingiallita, le prime 2 fogli presentano piccole macchie ai margini, il retro del frontespizio e la prima pagina di testo presentano screpolature rosse; per il resto, esemplare in buone condizioni. Edizione successiva, corrispondente alla collazione dell’edizione di Gryphius del 1550. Adams M 69. Baudrier IV, 281. Ebert 12716. Con la mappa del mondo pubblicata per la prima volta nel 1483 (p. 144, circa 8 x 8 cm), che raffigura il mondo antipodico – una cosiddetta mappa delle zone o dei climi che mostra un continente nella parte meridionale del Vecchio Mondo (Shirley 13). Il volume raccoglie le uniche due opere giunte fino a noi del neoplatonico tardoantico Macrobio (circa 400 d.C.): il commento in due libri al «Somnium Scipionis» di Cicerone, la famosa visione onirica di Scipione alla fine del suo «De re publica», insieme alle «Saturnalia» in sette libri, una conversazione immaginaria a tavola tra uomini colti nella casa di Vettio Pretestato durante i Saturnali, che raccoglie un ricco patrimonio di conoscenze antiquarie, mitologiche e grammaticali. Il commento al «Somnium Scipionis» è considerato uno dei testi cosmologici più influenti del Medioevo e dell’inizio dell’età moderna. Esso contiene la teoria di Macrobio sulle zone climatiche, nonché la sua celebre visione del mondo caratterizzata dall’ipotetica contro-terra (Antichthon, o Antipodi), concepita come contrappeso alla massa continentale settentrionale conosciuta. La presente edizione illustra tutto ciò con i caratteristici sei diagrammi schematici sulla teoria delle sfere e delle zone climatiche, insieme alla piccola mappa circolare del mondo che divide la Terra in cinque zone: la «Temperata Nostra» abitabile, le zone frigide inabitabili «Frigida» ai poli e la zona equatoriale «Perusta», bruciata dal sole. In tal modo, attinge alla formula iconografica tramandata sin dall’editio princeps di Brescia del 1483, che ebbe un ruolo decisivo nella diffusione della teoria degli Antipodi durante il Rinascimento. In parte leggermente ingiallita, i primi due fogli presentano piccoli difetti marginali, il verso del frontespizio in bianco e la prima pagina di testo recano scarabocchi rossi; per il resto è una buona copia.