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Ispirata a Giacomo Balla Fiori Futuristi Aloe Scultura Acciaio Edizione limitata a 250 esemplari, recante il numero di identificazione inciso e il timbro del Centro Duchamp. Simongavina Paradisoterrestre, 2004 H 164 cm L 95 P 99 cm Lievi segni di usura compatibili con l’età e l’uso. Tutto ebbe inizio nel 1968 con una lettera indirizzata a Dino Gavina da Luce ed Elica, le figlie di Giacomo Balla, nella quale chiedevano all’imprenditore bolognese di riprodurre i *Fiori Futuristi* disegnati dal padre. I primi modelli in legno del Centro Duchamp furono riprodotti con assoluta precisione grazie alla passione di Cesare Bellici ed Elio Marchegiani; questi ultimi portarono i disegni originali di Giacomo Balla a Bologna e lì supervisionarono con la massima cura la trasposizione in disegni tecnici, fase essenziale per la loro produzione. Successivamente, grazie allo sviluppo di nuove tecnologie basate sulle macchine a controllo numerico (CNC), divenne possibile tagliare facilmente le lamiere metalliche e produrre così questi pezzi in serie, a una velocità inimmaginabile solo pochi anni prima. Questa innovazione spinse Dino Gavina a prendere in considerazione l’uso dell’acciaio per realizzare l’opera di Giacomo Balla, conferendo un carattere ancora più futurista a questi fiori che, in precedenza, venivano realizzati a mano in legno colorato. Questa scelta trova la sua giustificazione in una nota di Balla, scoperta in calce a un modello in cartone di un *Fiore Futurista*: «da ricostruire con i materiali della vostra epoca».