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André Dubreuil (1951-2022) Spine Chair Sedia Struttura scultorea in metallo, composta da una successione di elementi curvi che richiamano una colonna vertebrale 1986 H88 L55 P74 cm Progettata nel 1986, la sedia Spine è una delle creazioni più emblematiche di André Dubreuil. Inizialmente ne furono prodotti solo una cinquantina di esemplari, prima che il design venisse riproposto da Ceccotti con importanti modifiche estetiche. Questa sedia fa parte dei primi 50 esemplari, con una finitura grezza identica a quella della versione conservata nella collezione del Victoria and Albert Museum. Oggi presente nelle collezioni del V&A, del Vitra Design Museum e del MFA di Boston, la sedia Spine si è affermata come un pezzo iconico del design degli anni ’80. Questo esemplare, in uno stato di conservazione originale eccezionale, offre una rara opportunità di acquisire un’opera di qualità museale, realizzata da uno dei creatori più visionari della sua generazione. André Dubreuil (1951-2022) è stato un artista, designer e artigiano francese noto per il suo approccio barocco e scultoreo al design d’arredo. Nato a Lione, ha studiato architettura d’interni a Londra e a Parigi prima di intraprendere la carriera nel campo dell’arredamento e dell’antiquariato. All’inizio degli anni ’80, Dubreuil si unì al movimento “Creative Salvage” a Londra, al fianco di personalità come Tom Dixon. È in quel periodo che scopre la lavorazione del metallo, una svolta che lo porta a realizzare i suoi primi pezzi iconici, tra cui la Spine Chair (1986), realizzata in acciaio piegato e saldato. Rifiutando il minimalismo, privilegia forme ornate ed evocative, utilizzando spesso materiali di recupero. Il suo lavoro fonde riferimenti classici con un’irriverenza dal sapore punk, creando opere a metà strada tra la scultura e l’arredamento. A partire dalla fine degli anni ’80, acquisisce fama internazionale e moltiplica le mostre. Nel 1992, Dubreuil torna in Francia, dove apre un atelier nel Périgord, continuando a produrre opere uniche fino alla sua morte, avvenuta nel 2022. Rifiutando la produzione di massa, Dubreuil si considerava più un artigiano che un designer, legato al potenziale espressivo della creazione artigianale. Esemplari di questo modello sono conservati nelle seguenti collezioni pubbliche: ◦ Fonds National d’Art Contemporain (Francia), ◦ Victoria and Albert Museum (Regno Unito), ◦ Vitra Design Museum (Germania), ◦ Museo delle Belle Arti, Boston (USA), ◦ Museo delle Belle Arti della Virginia (USA), ◦ Brooklyn Museum (USA) Esemplari di questo modello sono stati esposti nelle seguenti mostre: ◦ «Design 1950-1990: Cinquanta acquisizioni del Fondo Nazionale d’Arte Contemporanea», Musée des Arts Décoratifs, Parigi, Francia, 15 giugno - 23 settembre 1992 ◦ «Sedie da collezione», Parc des Expositions di Parigi, Francia, 8 gennaio - 12 gennaio 2004 ◦ «Design contro Design», Gallerie Nazionali del Grand Palais, Parigi, Francia, 26 settembre 2007 - 7 gennaio 2008 Bibliografia: Claire Downey, Neo Furniture, Thames & Hudson, Londra, 1992, p. 56. Charlotte & Peter Fiell, Sedie moderne, Taschen, Parigi, 1993, p. 124. Pierre Kjellberg, Le Mobilier du XXème Siècle, Parigi, 1994, p. 181. Charlotte & Peter Fiell, 1000 chaises, Colonia, 1997, p. 602. Yvonne Brunhammer & Marie-Laure Perrin, Il mobilio francese 1960-1998, Parigi, 1998, p. 43. Jean-Louis Gaillemin, André Dubreuil, poeta del ferro, Norma, Parigi, 2006, pp. 38-41. Charlotte & Peter Fiell, Modern Classics: Dal dopoguerra al postmodernismo, Londra, 2001, p. 159. Anne Bony, Mobili e arredi degli anni ’80, Éditions du Regard, Parigi, 2010, p. 95. Provenienza: Galleria Néotù, Collezione privata francese