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JOAN REBULL (Reus, 1899 – Barcellona, 1981). “Giovane donna sdraiata”. Bronzo patinato. Base in marmo. Firmata. Dimensioni: 25 x 64 cm. Scultura in bronzo patinato di Joan Rebull, che raffigura con delicatezza e maestria una giovane donna nuda, coperta solo da un berretto o da un foulard avvolto intorno alla testa, che le conferisce un’aria intima e riservata. La figura è raccolta su se stessa in un atteggiamento di serena introspezione: piega una gamba contro il petto, mentre l’altra, anch’essa piegata, poggia con il piede saldamente a terra, conferendo alla composizione un sottile equilibrio dinamico. L’opera si distingue per il suo profondo naturalismo, fedele riflesso dell’interesse di Rebull per la figura umana non come archetipo idealizzato, ma come incarnazione sensibile di una bellezza tangibile. Il volto, dai lineamenti morbidi e armoniosi, trasmette una calma meditativa. La modellazione è sobria e precisa, rivelando una raffinata comprensione dell’anatomia, particolarmente evidente nella resa delle tonalità della pelle, che possiedono un realismo tattile senza cadere nell’affettazione accademica. Considerato il più importante scultore catalano del suo tempo, Joan Rebull iniziò la sua carriera nella scultura nella sua città natale sotto la guida dello scultore Pau Figueres. Nel 1915 si trasferì a Barcellona per iniziare la sua formazione artistica alla Scuola di Belle Arti La Lonja, lavorando al contempo nell’atelier del marmista Bechini. Nel 1916 tenne la sua prima mostra personale presso il Centro di Lettura di Reus e, l’anno successivo, insieme ad altri artisti, fondò il gruppo noto come “Els Evolucionistes”, che mirava a contrastare il movimento catalano del Noucentisme. Dopo aver ottenuto una borsa di studio dal Circolo Artistico, nel 1921 si recò a Londra e a Parigi, città in cui rimase particolarmente colpito dall’arte antica conservata nei loro musei. Tra il 1926 e il 1929 visse nella capitale francese e partecipò al Salon des Indépendants, pur continuando a presentare opere anche alle mostre di Barcellona. A Parigi fu il primo artista rappresentato dall’illustre mercante d’arte catalano Joan Merli. Al suo ritorno, fu nominato presidente del nuovo Salone di Montjuïc (1932) e membro dell’Accademia di Sant Jordi (1934); partecipò a varie mostre a Madrid e Barcellona e, nel 1938, vinse il Premio Campeny al Salone d’Autunno di Barcellona. Dopo la guerra si rifugiò in esilio a Parigi, dove partecipò attivamente alla scena artistica, prendendo parte alla mostra «Le Jeune Sculpture Française» e ai Saloni d’Autunno. Tornò a Barcellona nel 1948 e, tre anni dopo, vinse un gran premio alla Prima Biennale d’Arte Ispano-Americana di Madrid. Nel 1962 fu nominato professore alla Scuola di Belle Arti di Sant Jordi e, poco prima della sua morte, gli fu conferita la Medaglia d’Oro della Generalitat della Catalogna. Figlio del perfezionismo noucentista e maestro del disegno, Rebull lavorava con grande maestria tecnica e sicurezza nel percorso che aveva scelto. La sua scultura è diretta e priva di retorica, fondata su una visione serena ed essenziale della realtà. Il suo stile può essere definito come un ritorno alle radici del classicismo, sebbene non si limiti mai a copiarne le convenzioni. Le sue opere sono presenti, tra le altre istituzioni, al Museo Nazionale d’Arte della Catalogna, al Centro Nazionale Reina Sofía, al Municipio di Barcellona, al Monastero di Montserrat e al Palau de la Música Catalana.