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ADDISON THOMAS MILLAR (Warren, Ohio, 1860 – South Norwalk, Connecticut, 1913). “Veduta del bazar di Algeri”, 1911. Olio su tela. Reintelatura. Firmato e contrassegnato con l’impronta digitale dell’artista nell’angolo in basso a sinistra. Sul retro, l’impronta digitale ricompare, accompagnata dalle lettere «A», «T», «M» e «II», le ultime due interpretate come un riferimento all’anno 1911. Provenienza: Berko Fine Paintings, Parigi, Bruxelles e Knokke. Dimensioni: 35,8 x 46,1 cm; 58,1 x 68,2 cm (cornice). Una vivace scena del bazar di Algeri — uno dei soggetti più caratteristici e riconoscibili nell’opera di Addison Thomas Millar — è al centro di questo dipinto, caratterizzato da una spiccata sensibilità orientalista. L’artista costruisce una visione evocativa della vita quotidiana nordafricana attraverso una pennellata agile e luminosa, che richiama la sensibilità impressionista, cogliendo sia l’attività commerciale sia l’atmosfera esotica che tanto affascinò gli artisti occidentali tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. L’interno aperto del locale, la merce e le figure che animano la composizione consentono a Millar di ricreare un’immagine pittoresca del mercato algerino. Piuttosto che una descrizione strettamente documentaria, l’artista offre un’interpretazione romantica ed evocativa dell’Oriente, in cui l’interesse per il colore e gli effetti di luce assume un ruolo centrale. Si tratta di un tema profondamente radicato nella sua carriera: dopo aver visitato Algeri, Millar si dedicò ripetutamente alle vedute dei suoi bazar sia nella pittura che nell’incisione, rendendole uno dei suoi tratti distintivi. Di particolare interesse è l’impronta digitale apposta accanto alla firma, un tocco personale che ricorre in alcune opere del pittore e conferisce all’opera un fascino distintivo. La stessa impronta è ripetuta sul retro della tela, accompagnata dalle iniziali dell’artista e da un’iscrizione interpretata come la data 1911. Pittore e incisore americano, Millar iniziò la sua formazione con Scott Evans a Cincinnati e in seguito proseguì gli studi a Parigi sotto la guida di figure di spicco quali Benjamin-Constant, Henri Martin e Giovanni Boldini. Il periodo trascorso in Europa si rivelò decisivo per la formazione del suo stile artistico: oltre alla Francia, visitò i Paesi Bassi e la Spagna e si recò ad Algeri, un’esperienza che avrebbe fornito alcuni dei motivi più personali della sua opera. Alla fine degli anni Novanta dell’Ottocento, tornò negli Stati Uniti e si stabilì a New York.
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