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CARLOS GARAICOA (Cuba, 1967). Senza titolo. L'Avana, 1999. Appartiene alla cartella della mostra "La huella múltiple", L'Avana, 1999. Incisione, copia 147/300. Firmata e giustificata a matita. Misure: 21 x 25,5 cm. In questa stampa, Garaicoa articola uno degli assi centrali della sua ricerca artistica: l'architettura come metafora politica e sociale. L'immagine combina il disegno proiettivo - piante, prospettive e annotazioni scritte a mano - con la fotografia di un edificio in rovina, stabilendo un dialogo tra l'utopia moderna e il suo fallimento materiale. Il contrasto tra il tratto tecnico e la documentazione evidenzia la tensione tra idea e realtà, tra pianificazione e degrado. Esponente di spicco dell'arte contemporanea cubana dagli anni Novanta, Garaicoa ha sviluppato un corpus di opere incentrate sull'urbanistica, sulla memoria e sulle promesse non mantenute della modernità. Quest'opera, concepita nel contesto de La huella múltiple, sintetizza la sua poetica critica attraverso un linguaggio sobrio e concettuale, dove lo spazio costruito diventa un campo di riflessione sulla storia, il potere e la precarietà.