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JAUME PLENSA (Barcellona, 1955). "Cartografía mundial", 1996. Litografia, copia H.C. XX/XX. Firmata e giustificata a mano. Misure: 65 x 50 cm. Jaume Plensa ha studiato alla Scuola di La Llotja e alla Scuola Superiore di Belle Arti di Sant Jordi, entrambe a Barcellona. Si è distinto nella scultura, nel disegno e nell'incisione. Attualmente risiede a Parigi ed è stato recentemente insignito di una laurea honoris causa dalla School of the Art Institute di Chicago. Plensa ha iniziato la sua carriera lavorando con ferro battuto mescolato con poliestere. Tra il 1983 e il 1984 ha iniziato a modellare il ferro con la tecnica della fusione e ha sviluppato un concetto scultoreo basato su elementi zoomorfi. Il suo lavoro si è evoluto gradualmente e oggi è considerato un precursore del neo-espressionismo spagnolo. Negli anni Novanta introduce modifiche nel suo lavoro, sia dal punto di vista materiale che formale, e inizia a utilizzare materiali diversi come rottami metallici, poliestere e resine. In questi anni elabora serie di muri, porte e costruzioni architettoniche, cercando di dare allo spazio un protagonismo assoluto. Tra il 1999 e il 2003 Plensa diventa uno dei pilastri della scenografia mondiale, reinterpretando con "La Fura dels Baus" quattro opere classiche di Falla, Debussy, Berlioz e Mozart, e da solo una produzione teatrale contemporanea, "La pareti della solitudine", di Ben Jelloun. Ha tenuto mostre personali e collettive in tutto il mondo, tra cui una retrospettiva al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía nel 2000. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, come la Medaglia dei Cavalieri delle Arti e delle Lettere nel 1993, conferita dal Ministero della Cultura francese, o il Premio Nazionale per le Arti Plastiche nel 1997, conferito dalla Generalitat della Catalogna. Attualmente è rappresentato in importanti musei in Europa e negli Stati Uniti, come il MOMA di New York, il Kemper di Kansas, il Museo Patio Herreriano di Valladolid, il Palazzo Forti di Verona, il MACBA e il Museo Reina Sofía di Madrid.