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KEITH HARING (Reading, Pennsylvania, 1958 – New York, 1990). Manifesto litografico a colori su carta giapponese perlata, una delle 1.000 copie. Non firmato. Pubblicato da On Sundays Publications, Tokyo, in occasione della prima mostra personale dell’artista alla Galerie Watari, tenutasi dall’8 marzo all’8 aprile 1983. Include una ricevuta di On Sundays e il tubo originale. Provenienza: collezione privata, Francia. Dimensioni: 67,9 x 51,7 cm. Realizzato in occasione della prima mostra personale di Haring in Giappone, questo poster appartiene a un momento cruciale dell’ascesa internazionale dell’artista. Nel 1983, appena un anno dopo la sua prima grande mostra personale alla Tony Shafrazi Gallery di New York, Haring espose a Tokyo, Londra e Napoli e partecipò alla Biennale del Whitney, consolidando rapidamente una carriera nata dai suoi famosi disegni nella metropolitana di New York. La composizione riunisce diversi elementi essenziali del suo vocabolario visivo: una figura umana in sella a un delfino, un disco volante, segni di movimento ed energia e, nella fascia inferiore, il ricorrente “radiant baby”. La predominanza della linea nera, ravvivata da accenti rossi sullo sfondo perlato, riflette la straordinaria essenzialità grafica con cui Haring ha costruito un linguaggio immediatamente riconoscibile. Attraverso i suoi disegni nella metropolitana, Haring cercava una comunicazione diretta con un vasto pubblico, trasferendo in seguito quella stessa iconografia a murales, manifesti, pubblicazioni e oggetti di cultura popolare. L’edizione della Galerie Watari rappresenta una delle prime testimonianze dell’espansione internazionale di quel linguaggio e del suo rapporto speciale con il Giappone. Keith Haring è stato una delle figure centrali della scena artistica newyorkese degli anni ’80. Ha acquisito notorietà all’inizio del decennio con i suoi disegni a gesso sugli spazi pubblicitari vuoti della metropolitana e ha tenuto la sua prima grande mostra personale nel 1982 alla Tony Shafrazi Gallery. Nel 1986 aprì il Pop Shop, ideato per rendere le sue immagini accessibili a un vasto pubblico, e nel 1989 fondò la Keith Haring Foundation. Le sue opere fanno parte di collezioni quali quelle del MoMA e del Whitney Museum of American Art di New York.
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