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300 - DANIELE BUETTI (Friburgo, Svizzera, 1955).

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DANIELE BUETTI (Friburgo, Svizzera, 1955). “Shining”, 2005. Stampa C-Print perforata in un light box. Include un’etichetta della Galería Distrito 4 di Madrid, con numero di riferimento DBI11649. Dimensioni: 101 × 80 × 10 cm. Realizzata nel 2005, “Shining” appartiene a una delle serie più riconoscibili di Daniele Buetti, in cui l’artista rielabora immagini tratte dal mondo della moda e della pubblicità attraverso perforazioni e retroilluminazione. Questo processo altera la superficie impeccabile della fotografia e trasforma un’immagine associata all’ideale contemporaneo di bellezza in una presenza fisica, vulnerabile e in continuo mutamento. Questa riflessione sui meccanismi di seduzione nella cultura visiva costituisce uno dei temi centrali della sua carriera. In questo caso, la perforazione assume un ruolo sia formale che concettuale. A luci spente, i minuscoli puntini alterano appena la superficie fotografica; quando la luce viene accesa, questa attraversa la stampa C-Print e crea un’intensa concentrazione di luce attorno al corpo e alla mano del soggetto. Buetti trasforma così l’immagine in una fonte di luce, contrapponendo l’apparente perfezione del ritratto a un intervento manuale che ne altera e destabilizza il significato. L’etichetta «Galería Distrito 4» è particolarmente significativa in relazione alla storia dell’opera. Nel 2005, la galleria madrilena dedicò a Buetti la mostra personale *The Venetian Mirror*, in un momento in cui l’artista stava ottenendo un significativo riconoscimento internazionale. Daniele Buetti è uno degli artisti svizzeri contemporanei che ha esplorato con maggiore costanza il rapporto tra identità, desiderio, moda e cultura di massa, avvalendosi di fotografia, installazioni, video e light box. Nel 1999, il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía gli ha dedicato la mostra personale *Could a dream be enough*, incentrata sulla tensione tra consumismo e bisogni emotivi dell’individuo. Le sue opere sono presenti anche in collezioni quali quelle del Fotomuseum Winterthur, del Migros Museum für Gegenwartskunst e dello ZKM di Karlsruhe.

Texte traduit par DeepL.
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