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EDUARDO CHILLIDA JUANTEGUI (San Sebastián, 1924 - 2002). "San Cristoforo". Bronzo e base in metacrilato. Chillida - Medaglie - «L’oreficeria di Eduardo Chillida», 2004. Kosme de Barañano, a cura dell’IVAM - Generalitat Valenciana. Firmato in basso a destra. Dimensioni: 4,4 cm (diametro); 0,5 cm. In questa medaglia si apprezza la sintesi di un’immagine religiosa. L’autore rinuncia ai dettagli per cogliere la devozione attraverso forme universali, volumetriche e fluide che definiscono la scena. La creazione di medaglie o medaglioni è uno degli aspetti artistici meno conosciuti di Chillida, poiché non li ha mai commercializzati. Queste opere erano destinate esclusivamente alla sua cerchia più intima: la famiglia e i suoi cari. Esiste una pubblicazione che illustra questo aspetto dell’artista: «Chillida - Medallas - L’oreficeria di Eduardo Chillida», 2004. Kosme de Barañano, edito dall’IVAM - Generalitat Valenciana. Chillida iniziò la sua formazione alla Facoltà di Architettura dell’Università di Madrid, ma abbandonò gli studi per dedicarsi al calcio, come portiere della Real Sociedad. A seguito di un infortunio, fu costretto ad abbandonare lo sport, e fu allora che si risvegliò la sua vocazione artistica. Iniziò a disegnare al Círculo de Bellas Artes di Madrid e, poco a poco, il suo interesse per la scultura crebbe. Fu durante gli anni trascorsi a Parigi che realizzò le sue prime sculture in gesso, impressionato dalla scultura greca arcaica esposta al Louvre. Nella capitale francese tenne la sua prima mostra di scultura nel 1950. Fu in quel periodo che iniziò la sua rivalità con lo scultore Jorge Oteiza, il quale lo accusò di aver plagiato le sue opere. Entrambi avevano un’opera legata alla tradizione costruttivista, ma affrontavano temi diversi. Nel 1951 tornò definitivamente a San Sebastián e realizzò la sua prima opera in ferro, il materiale con cui avrebbe lavorato per il resto della sua vita. Con l’idea che l’arte dovesse essere accessibile a tutti, nel corso della sua vita creò numerose opere pubbliche, oltre a sculture per musei di tutto il mondo. Le sue opere dialogano con l’ambiente circostante, tanto che molte sono già considerate luoghi emblematici per i cittadini, come nel caso del «Peine del viento» a San Sebastián e della «Puerta de la Libertad» a Barcellona. Nel corso della sua vita, Chillida ricevette numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il Premio Carnegie (1965), il Premio Rembrandt (1975), il Premio della Fondazione Wolf per le Arti (1984/85) e il Premio Principe delle Asturie per le Arti (1987). È stato inoltre membro dell’Accademia Reale di Belle Arti di San Fernando, membro dell’Accademia Americana delle Arti e delle Scienze, membro onorario dell’Accademia Reale delle Arti di Londra, membro dell’Ordine Imperiale del Giappone e insignito della Gran Croce al Merito Umanitario dall’omonima istituzione di Barcellona. Oltre al Museo Chillida-Leku di Hernani, le sue opere sono presenti in musei e collezioni di tutto il mondo, come il Guggenheim di Bilbao, il MOMA di New York, il Reina Sofía di Madrid, la Tate Gallery di Londra e la Neue Nationalgalerie di Berlino.
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