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VÍCTOR MIRA (Saragozza, 1949 – Monaco di Baviera, 2003). “Montserrat”, 1997. Guazzo su carta. Firmato, datato e intitolato in basso al centro. Dimensioni: 29 x 38 cm; 38 x 48 cm (con cornice). Mira sviluppò una serie intitolata Montserrat a partire dalla fine degli anni ’80, nell’ambito della sua produzione a tema religioso. La serie è caratterizzata in particolare dalla presenza della croce, che funge da simbolo di sacrificio, trascendenza, isolamento e ricerca spirituale. C’è inoltre un dettaglio molto interessante: la serie ha subito un’evoluzione formale. Nelle opere del 1990, ad esempio, le montagne caratteristiche delle prime versioni scompaiono, mentre le superfici nere e rosse, insieme alle croci allineate, assumono un ruolo centrale. Medid, scultore, pittore, incisore e scrittore, è stato in gran parte autodidatta. All’età di diciotto anni tenne la sua prima mostra personale alla Galleria N’Art di Saragozza, che fu anche la prima mostra di scultura all’aperto mai organizzata in quella città. Poco dopo si trasferì a Madrid, dove nel 1973 espose alla Galleria Pol Verdié. Dopo aver trascorso un periodo dividendosi tra Madrid e la Germania, si stabilì a Barcellona nel 1977. Nel 1979 tenne la sua prima mostra personale a Monaco di Baviera presso la Galleria Tanit, e l’anno successivo espose le sue opere negli Stati Uniti alla Galleria George Staempfli di New York. Da quel momento in poi la sua carriera internazionale decollò, con mostre in Germania, Stati Uniti, Paesi Bassi, Svizzera, Svezia, Norvegia, Colombia, Francia, Belgio e Austria, mentre continuava a esporre regolarmente in Spagna. Nel 2003, poco prima della sua morte, ricevette il premio come miglior artista spagnolo vivente alla Fiera d’Arte ARCO. La più recente mostra retrospettiva dedicata a questo artista si è tenuta a Düsseldorf, in Germania, presso la Galleria Beck & Eggeling. Le opere di Mira sono conservate in musei e collezioni private di tutto il mondo, in particolare al Museum of Modern Art di New York, al Centro Nazionale d’Arte Reina Sofía, al MACBA, ai Musei di Belle Arti di Vitoria e Saragozza, alla Fondazione Beulas di Huesca e al Museo delle Collezioni ICO di Madrid.