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165 - JOSÉ GURVICH (Jieznas, Lituania, 1927–New York, 1974).

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JOSÉ GURVICH (Jieznas, Lituania, 1927–New York, 1974). “Natura morta costruita”, 1949. Inchiostro su carta parzialmente montata su cartoncino. Accompagnata da un certificato rilasciato dalla Fondazione Gurvich. Presenta segni di restauro. Firmata e datata nella parte inferiore. Dimensioni: 24 x 12 cm. Figura chiave del Laboratorio di Torres García e dell’arte uruguaiana del XX secolo, José Gurvich è stato un pittore, muralista e ceramista che ha sviluppato un linguaggio artistico profondamente radicato nei principi dell’Universalismo Costruttivo. Fu membro dell’Asociación de Arte Constructivo sin dalla sua fondazione e ne rimase uno dei membri più attivi fino al suo scioglimento, diventando il discepolo più vicino di Joaquín Torres García, la cui influenza plasmò in modo decisivo la sua opera in quel periodo. A partire dalla metà degli anni ’50, intraprese diversi viaggi in Europa, dove entrò in contatto diretto con i grandi maestri della pittura e presentò le sue opere in città come Roma, dove espose nel 1955. Quello stesso anno segnò una svolta fondamentale nella sua carriera, determinata dalla riscoperta delle sue radici ebraiche durante il soggiorno nel kibbutz Ramot Menashe in Israele, dove viveva sua sorella. Questa esperienza introdusse nuove dimensioni simboliche e culturali nel suo lavoro. Nel 1966 tornò definitivamente a Montevideo, dove proseguì la sua intensa attività nel campo della ceramica e sviluppò uno stile sempre più personale. Un anno dopo presentò oltre duecento opere presso la Commissione Nazionale delle Belle Arti e, nel 1973, espose al Museo Ebraico di New York. Dopo la sua morte, la sua opera è stata oggetto di numerose mostre personali presso importanti musei e gallerie internazionali, a conferma del suo ruolo centrale nell’arte contemporanea latinoamericana. È allegato un certificato rilasciato dalla Fondazione Gurvich. L’opera è stata restaurata.

Testo tradotto da DeepL.
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