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JUAN BAUTISTA NIETO (Lora del Río, Siviglia, 1963). "Mayte III". Acrilico su tavola. Firmato. Dimensioni: 100 x 62 cm; 122 x 84 cm (con cornice). Quest’opera di Juan Bautista Nieto è un magistrale esempio di iperrealismo spagnolo contemporaneo. Nieto è noto per la sua abilità tecnica nel riprodurre la pelle umana e le sue texture con precisione quasi fotografica, pur mantenendo un’atmosfera profondamente pittorica ed emotiva. Juan Bautista Nieto espose per la prima volta alla Caja de Ahorros de San Fernando a Siviglia nel 1985, riscuotendo grande successo; da allora ha esposto in numerose occasioni a Siviglia, in varie città della Spagna, in Europa, negli Stati Uniti e in America Latina. Come altri pittori iperrealisti, realizza pochissimi dipinti ogni anno; per completare le sue opere di grande formato impiega dai sei ai nove mesi. Il suo lavoro mostra un impegno quasi ossessivo nel ricreare una realtà che va oltre la rappresentazione esatta di una fotografia. Essa trascende il tema e il concetto di iperrealismo, utilizzandolo come veicolo per trasportarci a un altro livello in cui si raggiunge una straordinaria intensità — che, paradossalmente, crea un forte senso di irrealtà. La sua tecnica è altrettanto ossessiva, esigente ed esaustiva. Ogni sfaccettatura del soggetto è resa con un’attenzione meticolosa e personale ai dettagli. Utilizza olio e acrilico, combinandoli in strati delicati e continui dalle molteplici sfumature e tonalità di luce, ombra e densità. Molti esperti e critici d’arte lo considerano uno dei principali esponenti dell’iperrealismo in Spagna. In alcune delle sue opere è riconoscibile l’influenza del pittore iperrealista estremadurano Eduardo Naranjo.